Pubblicato il da Redazione

Ci ho provato. In tutti i modi. Ma proprio non ce l’ho fatta. Tutti ne parlano, tutti la vogliono ed io che parlo e straparlo non sono riuscito ad esimermi. Liquidità condivisa, questa parola sulla bocca di tutti che ci avvolge come una calda coperta nelle notti d’inverno.

 

Il poker è in crisi? Liquidità condivisa. C’è poco ricambio di giocatori? Liquidità condivisa. I garantiti sono bassi? Liquidità condivisa. Tua moglie ti tradisce con un dealer? Liquidità condivisa. Il cane caga sul tappeto del salotto? Liquidità condivisa. Insomma pare che la condivisione dei liquidi sia la soluzione di ogni male, dal poker al debito pubblico passando per la disfunzione erettile ed i mutui a tasso variabile.

Ora, io tutto sono fuorché un esperto del settore, ma ho dei sinceri ed onesti dubbi che questa condivisione liquida possa rappresentare il rimedio definitivo alla crisi del mercato online. Ovviamente in cuor mio spero di essere smentito a suo di numeri e non ho il minimo dubbio che, almeno all’inizio, ci sarà un piccolo scossone al sistema poker, ma non scommetterei il mio esile bankroll su un nuovo boom dell’online italiano.

Il tutto senza contare che in certe stanze dei bottoni si trova gente che straparla più di me, cosa oggettivamente non semplice, cercando in vari modi di bloccare la strada intrapresa dai vari enti legislatori. Il vero problema è quando sento e leggo certe dichiarazioni che mi vengono servite letteralmente su un piatto d’argento. Troppo belle per non essere vere, troppo divertenti per non essere raccontate.

Il senatore Mirabelli presenta al Ministro dell’economia Padoan un interrogazione parlamentare per chiedere di evitare l’utilizzo della liquidità internazionale nel poker online.

Il senatore Franco Mirabelli
Il senatore Franco Mirabelli


E fin qui niente da dire. Perfettamente lecito che non tutti siano d’accordo. Più interessante l’intervento, riportato dai colleghi di AGIPRO, di Giorgio Pastorino, presidente nazionale del Sindacato Totoricevitori Sportivi e della Federazione Italiana Tabaccai: “Sosterremo tutte le iniziative che mirano a porre un freno a questa libertà incontrollata dell’online. Siamo pronti a scendere in campo, insieme alla Federazione Italiana Tabaccai, in difesa della salute dei cittadini oltre che per salvaguardare la raccolta di gioco su rete fisica, la sola che possa garantire regolarità e trasparenza delle operazioni di gioco”.

Cioè fatemi capire... i Tabaccai scendono in campo a difesa della salute degli italiani? I tabaccai? In difesa della salute? Ma veramente fate?

Sarebbe come se Cicciolina scendesse in campo in difesa della verginità o Rocco Siffredi si ergesse a paladino della difesa degli eiaculatori precoci. Signore e signori stiamo molto attenti perché passare dalla Liquidità condivisa al Liquame condiviso è questione di poche lettere.

Marco Zanini