Pubblicato il

Fare il giocatore di poker professionista sembra facile, ma non lo è: pressione, spostamenti frequenti e ore seduti al tavolo sono snervanti e sfiancanti. Ecco perché spesso i top player hanno bisogno di qualche... distrazione.


La vita di un giocatore di poker professionista è sicuramente interessante e divertente. Ma non è priva di difficoltà. Vero, ci si dedica a un gioco dove in ballo ci sono tanti soldi, ma questo non significa che sia una passeggiata di salute. Le bad run sono sempre dietro l'angolo, spesso occorre viaggiare per partecipare ai tornei più importanti, e rimanere concentrati al tavolo per 10-12 ore di fila è un'attività che consuma parecchie energie psico-fisiche. Logico che chi fa questa vita abbia bisogno di qualche "valvola di sfogo", chiamiamola così.

Ma quali sono queste valvole di sfogo? Abbiamo scelto le cinque più diffuse a livello internazionale, e alcune valgono sicuramente anche per i giocatori nostrani:

1- Golf

Il binomio golf-poker è tra i più stretti. Sono tantissimi i professional poker player appassionati di questo gioco rilassante, che ti mette in contatto con la natura e che sicuramente serve a distendere i nervi, magari dopo una lunga maratona al tavolo. Chiaramente anche qui a volte partono delle sfide a colpi di... valvola di sfogo numero 3.

2- Poker cinese Open Face

Negli ultimi anni è diventata una vera e propria ossessione tra i big. Basti pensare che recentemente Jason Mercier ci ha giocato per oltre mezza giornata, senza mai fermarsi, ma anche Viktor Blom, Tom Dwan e Gus Hansen ne vanno matti. Il poker cinese va per la maggiore anche tra i player italiani, uno su tutti Dario Minieri.Poker cinese

3- Prop bets

Sulle prop bet tra i giocatori di poker professionisti ci si potrebbe scrivere un libro. Vi rimandiamo alla visione di "Lucky You", film sul poker con protagonista Eric Bana, che mostra bene cosa vuol dire scommettere tra giocatori di poker. Come abbiamo accennato poco fa, spesso i poker player scommettono tra di loro proprio sull'esito delle sfide sul campo da gol.

4- Il gergo pokeristico

Più che una valvola di sfogo, questa è deformazione professionale. Il giocatore di poker è abituato a parlare riferendosi alla propria attività; quindi si "missa" anche l'autobus quando si è in ritardo e si fa una "donkata" quando ci si comporta in maniera sciocca. E quando la propria squadra di calcio del cuore vince in trasferta, chiaramente ha "shippato"!

5- Gli strip club

Lungi da noi insinuare che i giocatori di poker italiani amino recarsi negli strip club, ci mancherebbe. Però a livello mondiale, soprattutto tra i professionisti americani, è risaputo che molti abbiano l'abitudine di frequentare questi tipi di locali. C'è chi durante le WSOP passa più tempo là che ai tavoli del Rio!