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L'ultimo trionfatore dell'IPT Grand Final di Sanremo, che in heads-up ha superato il fortissimo americano David Peters, è un appassionato di poker pugliese di 28 anni che si è formato in un circolo, il Re Raise di Bisceglie.


La quarta stagione dell'Italian Poker Tour è andata agli archivi, ma non si è ancora spenta l'eco dell'impresa di Nicola Sasso, il vincitore dell'IPT Grand Final che, sovvertendo ogni pronostico, ha avuto la meglio sul più noto David Peters (americano da oltre 5 milioni di dollari vinti in carriera). L'affermazione di Sasso ha avuto risonanza anche su parecchi media non propriamente di settore, come ad esempio il Messaggero o l'Ansa, che ieri titolava "Poker, ragazzo italiano batte campione Usa".

Quello che però i media non dicono è che Nicola è cresciuto ed è migliorato nel suo poker in uno dei circoli live tanto osteggiati non solo dalla politica, ma dalla stampa stessa, il Re Raise di Bisceglie. Come ha fatto notare sul suo profilo Facebook Fabio Scepi, pokerista molto noto nel circuito nazionale:Fabio Scepi

"Oggi voglio dedicare questo mio post di giornata a Nicola Sasso e al suo Circolo Re Raise di Bisceglie in Puglia. Ho avuto la fortuna di conoscere direttamente questa realtà splendida in Puglia che da qualche tempo sta cercando di “creare” e visti i risultati, ci sta riuscendo molto bene, una rete e delle locations dove crescere e far crescere nuovi talenti del Texas hold’em. Persone come Lele Scherza e Vito Valente stanno dedicando a tempo pieno le loro competenze al progetto APE. Questo progetto che unisce molte realtà della Puglia e non solo cerca di sviluppare il poker sano in modo veramente interessante".

Il progetto APE di cui parla Scepi nel suo post su Facebook non è altro che l'acronimo di Apulia Poker Events, realtà nata a fine dicembre 2012 e affiliata alla FIGP (Federazione Italiana Gioco Poker), che ha come obiettivo riunire tutti i circoli di poker della Puglia e portare avanti un discorso di gioco live offrendo assistenza completa a tutti i tesserati.

Tutto ciò ci offre uno spunto di riflessione che non può essere ignorato: cosa ne sarebbe dei giocatori italiani, se la passione per il poker non fosse così grande da sfidare persino le istituzioni? Potrebbe mai un azzurro - pro di poker online a parte - competere con i più forti giocatori esteri, senza una "palestra" fondamentale come quella dei circoli di poker live? La risposta è talmente scontata che la lasciamo direttamente a voi.