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Se uno come Joe Hachem si dice molto preoccupato per il futuro del poker, forse è il caso di starlo ad ascoltare. In un'intervista agli Aussie Millions, il player australiano critica duramente la nuova generazione di professionisti...


Il poker sta morendo per colpa dei nuovi pro? Secondo Joe Hachem è proprio così. Il giocatore di origini libanesi non è esattamente l'ultimo arrivato e forse merita la nostra attenzione... Ricordiamo che in carriera Hachem può vantare il titolo di campione del mondo alle WSOP 2005 e un WPT del 2006. Le sue vincite live ammontano a 11,8 milioni ed è all'11esimo posto tra i più forti di sempre.


La famosa rivista Bluff in un'intervista di 5 minuti durante gli Aussie Millions è riuscita a ottenere da Hachem dichiarazioni pesanti che hanno scatenato già numerose reazioni in rete. Quasi tutti sono d'accordo con il pro e sul noto forum 2+2 si è acceso il dibattito. Vediamo dunque cosa ha detto Hachem di tanto scottante... Si tratta di temi che sono già stati toccati da altri nomi importanti prima di lui.


Il primo attacco è diretto e si rivolge in particolare a Jamie Gold e Jerry Yang, campioni del mondo WSOP rispettivamente nel 2006 e 2007. "Hanno distrutto la tradizione e il prestigio dei campioni del mondo, non sono stati in grado di interpretare il ruolo di ambasciatori del poker". Hachem si ritiene dunque l'ultimo rappresentante di una generazione 'sana' di campioni.


"Negli ultimi anni hanno vinto il Main Event delle WSOP solo giovani giocatori under 25. La loro filosofia è completamente diversa da quella di Moneymaker o di altri nomi del passato, capaci di attirare tanti fish al tavolo. Ora i giovani pro si interessano solo ai soldi e non hanno altre motivazioni nel gioco. Duhamel è forse l'eccezione, l'unico che si impegna per non far passare questo pessimo messaggio.


Il poker sta morendo, perché la gente non si diverte più. Vincono solo i giovani 'geni'. Per anni le persone si sono divertite perdendo a poker i loro soldi ma ora non è più così. Bisogna dare più importanza al lato umano, alle qualità che risaltano in TV. Vorrei dire ai nuovi campioni di prendersi le loro responsabilità e di non pensare solo ai soldi. Trovate anche un altro buon motivo per giocare a poker"