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Gli ultimi tornei WPT hanno riacceso di nuovo il dibattito sullo 'shot clock' nel poker. Secondo voi sarebbe una buona idea inserire questo orologio contro i tankatori del tavolo? Leggiamo cosa ne pensano i pro più famosi...


Era da parecchio tempo che non si parlava dello 'shot clock' nel poker. Alcuni importanti tornei internazionali hanno però rispolverato questa vecchia idea finita nel cassetto. Per chi non avesse idea di cosa stiamo parlando, lo shot clock sarebbe una sorta di timer che misura il tempo a disposizione di ogni giocatore per pensare e fare le sue giocate. Durante l'ultimo WPT di Los Angeles i più importanti pro internazionali hanno espresso recentemente le loro opionioni a riguardo...


Un po' a sopresa, l'80% dei giocatori interpellati da un questionario del WPT ha risposto in maniera favorevole allo shot clock. Sicuramente c'è in giro tanta insofferenza verso i classici 'tankatori', ovvero quelli che ci mettono infiniti minuti per prendere una decisione. Antonio Esfandiari ha scritto Twitter di volere fortemente lo shot clock per punire chi rallenta troppo il gioco. Alcuni però sono decisamente contrari...


Il forte tedesco Marvin Rettenmeier, per esempio, ha pubblicamente dichiarato di non volere lo shot clock. Sulla stessa linea Andy Frankenberger, che si spiega meglio in un articolo... Frankenberger vuole punire i tankatori, ma con qualche altro mezzo. Lui suggerisce di velocizzare le procedure al tavolo quando viene chiamato il 'time', ovvero di far contare al dealer il minuto senza per forza chiamare il floorman.


Sicuramente bisogna distinguere i tipi di torneo nel quale vogliamo adottare eventuali nuove misure. Negli eventi turbo è giusto velocizzare le decisioni, ma negli eventi più importanti e tecnici una sana 'tankata' si può accettare nei piatti più grossi... D'altronde il poker è fatto anche di lunghi ragionamenti!