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Il tennista lettone Ernest Gulbis pochi giorni fa ha raggiunto per la prima volta in carriera la top ten della classifica mondiale ATP e come ha festeggiato? Giocandosi tutta la vincita del Roland Garros alla roulette... in un colpo solo!


Chiariamo subito una cosa: la storia di Ernest Gulbis è alquanto particolare. Questo ragazzo lettone classe '88 arriva infatti da una famiglia molto ricca, pensate che il padre è l'uomo più ricco della sua nazione. Ernests gioca a tennis non tanto per i soldi, ma per dimostrare a tutti di essere il migliore, per avere un obiettivo da perseguire, come dichiara lui stesso nelle interviste.


Ecco perchè ha deciso di festeggiare il suo miglior risultato di sempre con una follia al casinò... .Gulbis a Parigi ha raggiunto le semifinali del Roland Garros battendo lo svizzero Roger Federer e arrendendosi solo al serbo Djokovic. Con questo piazzamento ha raggiunto il 10° posto della classifica ATP e intascato 412.000€. Tornato a casa, Gulbis ha pensato bene di giocarsi tutta la vincita in un solo colpo alla roulette...


In un'intervista ha spiegato infatti di essere andato al casinò con il cugino e di aver puntato gli oltre 400mila euro in una volta. Non sappiamo se abbia scommesso sul rosso, sul nero o su altro... Fatto sta che il premio monetario della sua impresa sportiva è andato in fumo nel giro di pochi secondi. Il casinò ovviamente ringrazia. Per farvi capire che tipo di personaggio è Gulbis, vi riportiamo qualche sua dichiarazione passata...


Ecco cosa dice riguardo ai soldi: "Tutti hanno le proprie preferenze e idee su come spendere il proprio denaro. Non si dovrebbe guardare nel portafogli degli altri e contare i loro soldi. Si dovrebbe rispettare sempre gli sportivi perché ottengono tutto da soli, non si può comprare il successo nello sport. E devi lavorare molto sodo e dire no a molte cose... dire no alle feste, dire no alla maggior parte delle cose che la gente normale può fare. Per esempio, chi lavora in ufficio può non dormire una notte e andare comunque al lavoro il giorno seguente... noi non ce lo possiamo permettere"