Pubblicato il da Redazione

Per vincere a poker, bisogna seguire delle regole a volte tanto elementari che pero' in molti casi sottovalutiamo. Prendiamo per esempio l'importanza del fold, ovvero non essere attratti dalla curiosita' di vedere le carte in gioco o di giocare con carte marginali.


Perché chiamiamo anche quando sappiamo di essere battuti? Perché lasciamo che la curiosità abbia il sopravvento e anche per la semplice bramosia che ci porta a prendere decisioni sbagliate. Proviamo ad analalizzare il problema.


La prima volta che ho giocato a poker online fu nel mio garage - manco a dirlo - in compagnia di qualche bottiglia di lambrusco e di un amico. Giocavamo freeroll e la nostra strategia di gioco era in tutto e per tutto abbastanza germinale. Sembravamo due piccoli cavernicoli del poker e i nostri tornei non superavano mai la prima ora di gioco. Il vino però scorreva benissimo, in quello sì, usavamo tecnica, sapienza ancestrale. Il più delle volte, se superavamo la prima pausa di gioco, la consideravamo una grande vittoria, perché pensavamo che fossero i più bravi ad andare avanti nel torneo, noi eravamo brocchi, spesso brocchi ubriachi.


Poi il tempo ci mette una pezza. Un po’ perché l’esperienza serve sempre, un po’ perché inevitabilmente i soldi veri finiscono sempre in mezzo alle partite di poker, alla fine ci siamo dovuti arrendere, meno vino e più sostanza nel poker. Oppure niente poker e solo vino. Ecco, questo non è un dictat che ho sempre rispettato, però qualcosa l’ho imparato. Una cosa su tutte credo sia importante.

Ai microlimiti è il fold l'arma più importante

Ho imparato che tante volte nel poker è meglio rinunciare che pretendere.


Specialmente nelle prime fasi di gioco di un torneo non ci sono piatti tuoi di diritto. In generale ogni piatto potrebbe essere tuo, ma non è detto. È una lezione che pur sembrando banale serve molto spesso a salvarci il culo in situazioni poco chiare.


Se avete asso e kappa ma quando la parola arriva a voi l’azione è già caldissima spesso e volentieri è meglio rinunciare al piatto che non stamparsi con un muro fatto da asso asso o kappa kappa. Anche se finite a giocare un piatto post flop con i vostri due bellissimi assi ma il board è pericolosissimo… prendete almeno in considerazione l’idea di passare.


Perché questo principio è così importante da farci un articolo? Per prima cosa è un problema tutto italiano. Come artisti siamo bravissimi, a fare la pizza anche. In politica e a poker dobbiamo ancora imparare. Un buon fold servirebbe anche in parlamento per certi personaggi, ma qui è chiedere troppo. Atteniamoci al poker. Il giocatore italiano alle prime armi ha un terrore spropositato di foldare il punto migliore. La curiosità lo divora e spesso esegue dei call che in realtà rivelano ciò che sapeva benissimo: l’avversario ha il punto più forte.


Tenete presente che il bluff è un’arma essenziale nel poker, ma se siete alle prime armi e giocate tavoli consoni alla vostra abilità non è così frequente che un vostro avversario bluffi quando il board lo consente a chiare lettere. Un board molto coordinato tenderà a frenare l’action piuttosto che promuoverla perché la possibilità che l’avversario abbia effettivamente il punto forte frenerà voi così come gli altri. È raro incontrare giocatori scaltri e in grado di bluffare decentemente se parliamo di microlimiti. Prendete in considerazione di foldare quando l’avversario fa resistenza = prendete in considerazione di salvarvi le chiappe