Pubblicato il da Redazione

Da qualche mese anche in Italia sono partiti i Daily Fantasy Sport, i giochi che in qualche modo cercano di prendere il posto del Fantacalcio, ma che in qualche modo si vanno a scontrare anche con il poker online. Ma cosa hanno in comune questi due giochi?


Lo spunto per discutere sui Daily Fantasy Sport negli Stati Uniti nasce da una semplice riflessione: perchè le maggiori aziende Draftkings e FanDuel, continuano ad investire cifre importanti in pubblicità ed a offrire overlay succulenti per questo gioco?

Una domanda lecita, alla quale la risposta razionale è una sola: probabile che queste aziende stiano guardando in un'ottica di medio/lungo periodo, preferendo un posizionamento solido in questo mercato (nella loro prospettiva proficuo) che ottenere profitti nell'immediato.

In merito a questo discorso ed al parallelismo immancabile con il poker online, si sono esposti in modo interessante due personaggi importanti. Andy Frankenberger, poker player ed ex-trader di Wall Street, si definisce giocatore di quello che per noi è il "fantacalcio" fin dagli anni 80. Non si definisce del tutto pro dei Daily Fantasy Sport, nonostante ci giochi da anni.

Per Frankenberger il paragone a livello di abilità sostanzialmente non esiste. Il pro di DFS non ha nessun tipo di vantaggio rispetto al giocatore saltuario, a differenza di quanto accade nel poker. Se sulla singola entry il margine è nullo, l'unico vantaggio che può avere il Pro di DFS è quello di poter acquistare decine di entries, rispetto all'amatore. Paragonandolo banalmente alla lotteria, è normale che una persona che acquista 200 biglietti abbia più possibilità di vincere rispetto a chi ne prende solo uno.

Fantasy calcioSulla base di queste riflessioni, quello che proprio non va giù a Frankenberger è il fatto che negli Stati Uniti tra i due giochi è il poker quello illegale.

Di diverso parere è Ed Miller, studioso del mondo dei giochi ed autore di diversi libri sul poker. Un suo studio pubblicato un mese fa, metteva in risalto il fatto che nei Daily Fantasy Sport che solo l'1,3% riesce ad ottenere il 91% del profit, in proporzione allo spending un guadagno del 27%. Dato che porta ad una conclusione lontana, da quella che auspicano le aziende che offrono il gioco: solo un élite di giocatori guadagna cifre esorbitanti, i restanti devono accontentarsi di vincere poco o perdere.

Senza andare a snocciolare altri dati, Miller ci prospetta la possibile deriva dei DFS. Soprattutto nel baseball, dove sembra che i maggiori giocatori utilizzino una serie di software che gli permettono di avere un considerevole vantaggio sul resto dei partecipanti. In giorni molto caldi, viste le recenti polemiche sull'utilizzo di software nel poker online è un argomento che suscita particolare interesse.

FanDuel è già intervenuta decidendo di limitare il numero di entrate per singolo giocatore, tutto questo per evitare la deriva che si è avuta con il poker visto la gestione orrenda nel salvaguardare il proprio "ecosistema". Fatto da evitare in modo assoluto, ricordando l'obiettivo di creare un mercato molto ampio.

In conclusione, sia Frankenberger che Miller sono dell'idea che al momento i vincenti dei Daily Fantasy Sport sfruttano come unico vantaggio i grandi volumi di gioco, arrivandoci con interpretazioni diverse e contrastanti.


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