Pubblicato il
how_house.jpgCerchiamo di capire meglio cosa implichi il concetto della varianza nel poker, uno dei più complessi e sfaccettati della teoria pokeristica, senza pretendere di esaurire l'argomento ma anzi, di ravvivare una piacevole discussione.
 
 
 
 
Il tema della varianza è uno dei più complicati e sfaccettati che possa incontrare un giocatore di poker. La potremmo inizialmente definire come un paramentro che determini la coerenza o incoerenza dei risultati delle nostre giocate con le percentuali matematiche ad esse associate. Per fare un esempio: sappiamo che due coppie che si trovino ad affrontarsi in all-in preflop giocano con percentuali pari a 80% per la coppia superiore, 20% per quella inferiore. 
 
Giocando più tavoli si giocano più board e si riduce la varianza
 

Basta perdere un colpo all'80% per definirsi in varianza negativa? Assolutamente no. Occorre infatti un vasto campione di mani simili. Potremo infatti alludere alla varianza nel caso in cui dopo 100 colpi giocati all'80% avremo vinto nel 70% dei casi (i numeri utilizzati sono solo a scopo dimostrativo e non rappresentano una regola di valutazione). In questo caso possiamo accertare una flessione del 10% a nostro sfavore in mani che avrebbero dovuto portare X euro nelle nostre tasche mentre invece ne hanno portati X-10%.

Il grafico della Varianza Statistica: il dato ideale e medio della funzione è al centro della campana, i risultati che se ne discostano sono soggetti a varianza positiva o negativa. 
 
Ma se le cose stano così, perché qualcuno asserisce che la varianza in realtà è unfattore inesistente? Alla base di queste opinioni sta una considerazione diversa del campione di mani preso per il calcolo della varianza. Se infatti giocheremo una mano 80-20 per un milione di volte (possiamo utilizzare software appositi per questo compito) ci renderemo facilmente conto che le percentuali delle suddette mani giocheranno esattamente come ci si aspettava dalle percentuali teoriche attese.
 

 
Chiaramente la concezione più corretta sta nel mezzo. È complicato arrivare a giocare un numero di board tale per cui per ogni tipologia di spot si raggiunga un campione a varianza zero, così come è improbabile che se ne giochino così pochi da essere completamente assoggettati alla varianza. Dovremo quindi introdurre nella definizione un ulteriore parametro: i board giocati. La Varianza, in questo senso è una percentuale di adattamento ai valori teorici la cui influenza è proporzionale al numero di board giocati. È dunque il numero dei nostri giochi ad essere sottoposto a varianza, non i singoli colpi che invece giocano esattamente come devono rispettando le percentuali di vincita su un campione di mani di cui però non conosciamo l'entità. 

Ci ritroviamo sul forum per approfondire insieme questo affascinante argomento del poker!

scritto da Luca 'ilFilosofo' Barbi