Sono Andrew Robl e John Duthie i vincitori rispettivamente della seconda e terza batteria del PartyPoker World Open VI di scena in questi giorni al Palm Beach Casino di Londra. Raggiungono in finale Sam Trickett, vincitore della prima batteria.
Nella prima batteria di giornata, la Heat2 per la precisione, si sono incontrati al tavolo Tom Dwan, Brandon Cantu, Andrew Robl, Dragan Galic, Felipe Ramos, Josh Gould, Roland De Wolfe e James Mitchell.
Subito scintille al tavolo con la prima mano che vede De Wolfe aprire con AK e subire un raise da Gould. Galic chiama a sua volta ma Roland non ci sta e fourbetta facendo foldare i due avversari.

Andrew Robl
Poche mani dopo e stavolta è Gould ad aprire con ![]()
. Lo seguono i bui, Dwan con ![]()
e Cantu con ![]()
. Flop ![]()
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e check per tre. Turn
e stavolta durrrr vien fuori puntando, forte del suo progetto colore. Cantu si dimostra coraggioso aggredendo gli avversari con un raise e il povero Gould, preso nel mezzo, folda mestamente. Call di Dwan e river
che non concretizza né il colore di Tom tanto meno la scala di Brandon. Entrambi checkano, inspiegabilmente a questo punto, ed il povero Gould si vede sottrarre un piatto che era indiscutibilmente suo.
Il primo scossone della serata viene tuttavia da Andrew Robl che si ritrova ai resti con AQ, in un piatto di oltre 300k, contro Tom Dwan che stavolta mostra la mano migliore con KK. Galic dice di aver foldato un asso ma nel poker le cose non sono mai scontate e Robl trova sul board non uno ma entrambi gli assi rimanenti. Dwan si ritrova così con solo 18k che pusha la mano dopo con 55. Call di Mitchell con J6 e stavolta il board è benefico con Tom mantenendolo in gara.
Ma il primo eliminato è, manco a dirlo, Josh Gould che in due mani di seguito deve cedere tutte le proprie chips a Brandon Cantu. Nella prima su un board 8-4-4-4-J Josh bluffa per 75k con A9 e lo statunitense lo chiama con 8-9. Nella mano successiva si va ai resti preflop con l'inglese che mostra AT mentre Brandon gira AQ che tengono.

Tom Dwan
Tom Dwan ormai corto deve giocare sul filo del rasoio e muove le sue ultime 58k con J7. Trova però il brasiliano Felipe Ramos, membro del Team Pro PartyPoker, pronto al call con AK. Board nullo e Dwan saluta la compagnia.
Tocca poi in successione alzarsi dal tavolo a James Mitchell, Roland De Wolfe e Dragan Galic.
Rimasti in tre il gioco si sospende per riprendere il giorno dopo alle 12. Dopo circa un ora di push e fold si arriva al momento in cui Ramos si ritrova la mano buona per chiamare l'all-in di Robl. AQ per il brasiliano contro J8 dello statunitense. Flop A-Q-T che dà la doppia coppia a Ramos ma apre una doppia strada per la scala di Robl. Scala che si concretizza al turn con un 9. Al river cade un inutile 7 e Ramos è eliminato.
L'heads-up parte con Cantu in netto svantaggio ed infatti dura appena qualche mano. Si va ai resti con KT per Brandon e A3 per Andrew. Board senza aiuti per Cantu e Robl vince la bateria.
1st Andrew Robl
2nd Brandon Cantu
3rd Felipe Ramos
4th Dragan Galic
5th Roland De Wolfe
6th James Mitchell
7th Tom Dwan
8th Josh Gould

Il logo del torneo
La terza batteria ha visto alla partenza il nostro Giovanni Safina, player sponsorizzato PartyPoker.it. Al tavolo con lui Liam Flood, John Duthie, John Eames, MB Mahmood, Annette Obrestad, David Peat e Barny Boatman.
Compito tutt'altro che agevole quindi per il player palermitano. Ma in questa PartyPoker World Open VI vige l'equilibrio e si sapeva che gli avversari sarebbero stati tutti molto competitivi.
Le cose si mettono subito male per Giovanni che deve pagare un cooler facendo raddoppiare David Peat in una mano che presenta il board ![]()
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Safina con ![]()
mette ai resti l'inglese che chiama forte del suo ![]()
solo limpato preflop.
A dimostrazione del file di vero valore è il fatto che il primo player out, anzi la prima, sia la norvegese Annette Obrestad che rimasta già con uno stack esiguo pusha dopo il limp da early position di Duthie. L'inglese era però in agguato ed è pronto al Call con la sua coppia di Assi. Dominata Annette con 44 che deve lasciare il torneo.

Annette Obrestad
Al settimo posto esce Giovani Safina che, ormai short, manda i resti con KT e trova ancora Duthie al call con 77. Board che da speranze al player italiano fino al turn con J-5-Q-J. Ma il river è un'ulteriore 7 che chiude ogni discorso.
Tocca poi a David Peat lasciare il tavolo eliminato da Eames che contende a Duthie la testa del chip count. Esce poi l'irlandese Flood eliminato da Boatman.
Arriva quindi la mano che lancia definitivamente John Duthie alla conquista di questa batteria. Apre per 35k e vede Eames tribettare fino a 87k dallo small blind. Call e flop 7-8-6. Check del piccolo buio e push diretto di Duthie per oltre 700k sul piatto di 189k. L'avversario ci pensa a lungo prima di optare per il call girando A9. Duthie mostra 6-5 e la sua bottom pair regge sul 2 al turn e sulla Q al river.
Con 3 giocatori ancora al tavolo Duthie e lanciatissimo ed elimina anche Boatman con JJ contro 99. Si va quindi all'heads-up che anche in questa occasione è nettamente sbilanciato con Duthie a 2.226k contro i 152k di Mahmood.

John Duthie
La mano che decreta la vittoria per l'inventore dell'EPT vede Mahmood pushare con J8s e John chiamare con AQ. Due assi al board danno la vittoria della Heat3 a John Duthie.
1st John Duthie
2nd MB Mahmood
3rd Barny Boatman
4th John Eames
5th Liam Flood
6th David ‘Viffer’ Peat
7th Giovanni Safina
8th Annette Obrestad
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Roberto 'Ronnie Rosenthal' Sorrentino
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