Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

I giudici hanno archiviato il caso Full Tilt Poker, per sempre. Dopo sei anni di battaglie, si conclude una delle pagine più nere del poker online: gli ex dirigenti della red room hanno risarcito gli ultimi giocatori e sono liberi.


Secondo quanto riportato dai giornali statunitensi, a fine 2015 si sarebbe trovato un accordo con i giocatori Todd Terry, Steve Segal, Robin Hougdahl, Bradley Clasen e Nick Hammer, e il 6 gennaio 2016 i termini di tale accordo sarebbero stati approvati. Non si conosco gli importi di tale accordo, in quanto tutto è avvenuto a porte chiuse. Sappiamo solo che gli ex dirigenti di Full Tilt Poker, Howard Lederer, Chris Jesus Ferguson, Rafe Furst e Ray Bitar, erano stati citati in giudizio per 450 milioni di dollari.


Cifra astronomica, che difficilmente sarà stata pagata per intero, in quanto in questi anni non ci è parso di capire che i tre ex dirigenti della red room fossero in bolletta, anzi. Ray Bitar, che dei tre è stato l'unico a rischiare il carcere, evitato solo per problemi di cuore, ha fatto notizia di recente per un matrimonio a sei zeri.


Howard Lederer e Chris Ferguson, invece, dopo anni passati nell'ombra e lontano dai tavoli, quest'anno si sono presentati alle Wsop, come nulla fosse successo. Il primo, in realtà, prima di apparire ai tavoli di Las Vegas quest'estate, si è scusato con tutti tramite una lettera consegnata a Daniel Negreanu, da questi poi pubblicata sul suo blog. Ferguson invece ha scelto il silenzio e il suo ritorno al poker, alle Wsop, non è stato nemmeno scarso di risultati, a differenza di Lederer.


Ed è così che fu messa la parola fine sul caso Full Tilt. Eppure lì fuori ci sono ancora tanti altri giocatori che aspettano di riavere i loro fondi, ormai perduti. Sopratutto in Italia, dove il caso Full Tilt sarà anche un caso chiuso, per i giudici, ma per molti sarà una ferita aperta a vita, che brucerà costantemente.