Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Il dramma si è consumato nella cittadina di circa 60 mila abitanti di Cheyenne, in Wyoming. L’uomo, di anni 77, da tempo si lamentava delle partire di poker che si giocavano nel quartiere, raccontano i vicini, ma che arrivasse a tante nessuno c’avrebbe mai scommesso.


Il killer, di nome Larry Rosenberg, si è poi tolto la vita quando la polizia l’aveva braccato. L’uomo era stufo di quelle partite di poker che si tenevano nel quartiere, e più precisamente nel complesso residenziale dove avitava anche l'anziano signore. Una mattina ha dunque pensato di uscire di casa con un fucile e una pistola, armi con cui ha ferito due dei tre malcapitati giocatori di poker, mentre il terzo è purtroppo morto.


Fra le persone sentite dagli agenti di polizia che hanno indagato sul caso, c’è un’amica dell’assassino, la signora Mary Eastman, 80 anni. Quest’ultima ha raccontato che la mattina della sparatoria aveva incontrato l’uomo, il quale le aveva dato una lettera, che lei non ha letto finché non è tornata a casa, cioè dopo che il dramma fosse già consumato.


Ai poliziotti ha detto che l’unico problema che l’uomo aveva era solo il gioco del poker. Odiava che si tenevano partire nel complesso residenziale. Si lamentava sempre di questo, racconta Mary Eastman. La lettera è ora in mano agli agenti.


Il signor Larry Rosenberg, che molti altri, si lamentava che nell’edificio si tenessero tre volte in una settimana partite di poker. Troppo baccano e puntate troppo alte. Tutto qua il problema di Larry Rosenberg. Un caso dove ci si torna ad interrogare sulla questione armi, che negli Stati Uniti è possibile acquistare troppo facilmente. Coì una semplice partite di poker fra amici è stata trasformata in tragedia. Tutto poteva essere risolto in maniera decisamente più pacifica.