Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Il canale YouTube di Doug Polk conta più di 30mila iscritti e i suoi video sono ormai seguiti davvero tanto. Per esempio, uno dei suoi ultimi video-blog, dove cerca di fare i conti in tasca ai giocatori di poker, ha fatto quasi cento mila visualizzazioni.


Nel video “Quanto soldi hanno realmente i giocatori di poker?”, l’esperto giocatori di cash game, Doug Polk, cerca appunto di spigare agli spettatori del suo canale punti soldi possono vincere i giocatori nelle varie modalità di gioco, ovvero online o live, e quanto realmente gli rimane in tasca. Non a caso il suo video inizia con una precisa premessa: “Se Dan Bilzerian ha fatto i soldi giocando a poker, io sono allora un astronauta”. Un pensiero che condividiamo tutti. Alle favole ormai non crede più nessuno. Ma veniamo al video-blog di Doug Polk.


Come anticipato l’esperto giocatore statunitense ha cercato di farsi un’idea di quanto possano avere realmente in tasca i professionisti, prendendo in esame i giocatori cash game online, MTT online e quelli di cash game e MTT live.


Ma prima di andare nello specifico fa un’altra premessa, sostenendo che al mondo sono poche le persone ad avere un conto in banca da 5… 10… 15 milioni di dollari. “Questo non vuole dice che non esistano giocatori che abbiano vinto tali cifre - spiega - ma sono in pochi ad averli ancora”. Le spesa d’altronde sono state. Come lui stesso spiega, ci sono i viaggi da pagare, le tasse, le assicurazioni… insomma c’è una vita da vivere. In più ci sono quelli che buttano soldi giocando d’azzardo.


Parte analizzando i giocatori di MTT, dove sostiene che un reg medio degli high stakes può arrivare a guadagnare circa 200mila dollari l’anno, mentre i più bravi anche fino ad un milione, ma non di più. Perché on di più? Semplice, perché Doug Polk spiega che il motivo principale è la mancanza di tornei dal buy-in elevato. Conclude infatti dicendo che “i tornei di poker online sono il peggior modo per fare tanti soldi giocando a poker”. Immaginate come siamo messo noi con il .it.


Per quanto riguarda invece il cash game online, secondo Doug Polk un reg mid-stakes, con tutta la rakeback, può arrivare a guadagnare fino a 200K l’anno giocando un determinato numeri di mani l’anno. Salendo di livello e andando a giocare ad esempio al 25-50, potrebbe vincere anche fino a 1.5 milioni l’anno, ma il problema qui è il traffico, che non ti permetterà di giocare un numero di mani sufficiente per arrivare a tali cifre. Doug Polk parla anche del problema seating scripts: “Agli high stakes trovi seating scripts, ovvero programmi che ti fanno sedere automaticamente quando un nuovo giocatore si siede al tavolo. O sei fornito del miglior software in circolazione oppure non puoi sederti alle partite “facili”. C’è chi sta cercando di bandirli, ma al momento esistono ancora”.

Doug Polk quando vinse braccialetto WSOPConclude l’argomento cash game online prendono in esempio “OtB_RedBaron“, il più forte giocatore 6-max. Secondo Doug Polk questi guadagnerà all’anno non più di 2 milioni. Dunque si pone la domanda: “Allora gli altri quanto vincono?”. Secondo lui “i top reg fanno probabilmente faranno zero e/o un milione di dollari all’anno, massimo 1.5 milioni giocando su altri siti. Ma una cosa è certa… non fanno i soldi che molti credono”.


Passa poi a parlare dei giocatori di tornei live. Chi realmente ha vinto tanto, da permettergli di avere un patrimonio superiore ai 10 milioni, sono in pochi. Per individuare questi giocatori, basta però capire chi gioca nei tornei più importanti da più di dieci anni. Il problema dei tornei live sono ovviamente le spese, dato che spostarsi costa e le spese extra incidono molto sulla cassa.


Doug Polk chiarisce inoltre che se vedete qualcuno giocare magari un high roller, non significa per forza che abbia vinto tanto o che abbia un bakroll così importante. Molti sono lì che cercano il grande colpo, ma la maggior parte finisce col fallire e in pochi riescono a svoltare in un unico torneo. Fa l’esempio del One Drop, torneo con un buy.in da un milione di dollari, dove ovviamente quasi tutti giocano in quota, si, ok, ma anche se di tasca loro cacciano solo 400mila dollari, ciò significa che dovrebbero avere un bankroll superiore ai 20milioni di dollari, e lì fuori sono in pochi a possederlo.


Termina poi il cash game live, che lui chiama il wild wild cash. Perchè? Semplicemente perché è un territorio che si muove nell’ombra. Non esistono report delle partite e dunque difficile capire chi vince e chi perde. In più le partite high stakes sono quasi sempre private, dove è difficile entrare. Spiega anche che in tali partite è anche più facile imbattersi in collusion. Doug Pol chiude con il più classico dei consigli, cioè quello di prestare attenzione al proprio bankroll, di non cercare shot inutili.