Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Sta facendo discutere non poco il tweet di Doyle Brunson pro armi dopo la strage di Las Vegas. D’altronde da uno che si presenta sempre con un cappello da cowboy in testa, cosa ti aspetti? gli manca solo un bel cinturone e due pistole fumanti per completare l’abito e diventare un vero pistolero del far west.


“Non possono toglierci le nostre armi, adesso. Poi solo i criminali le avrebbero a disposizione. Parlerò con la sicurezza dei casinò per poter portare le armi anche nelle poker room”. Questo il tweet schock pubblicato da Doyle Brunson poco dopo la strage di Las Vegas.

Peccato che le stragi stile Mandalay Bay, che fanno decine e centinaia di morti, non le fanno le pistole dei criminali, bensì le armi delle persone “normali”.  A tal proposito Daniel Negreanu a ricordato a Doyle: “L'Australia ha subito un massacro simile e il Governo ha vietato le pistole. Da quel momento non hanno avuto più nessun caso, che strana coincidenza! Le pistole sono una cosa stupida”.

A quanto pare Doyle Brunson ha nostalgia del vecchio west, dove entravi in un bar, ti facevo la tua partitina a poker tra amici armati, e il primo che barava o vinceva troppo veniva fatto fuori con un paio di colpi. Ovviamente però, sparare al pianista era vietato, morti innocenti non si potevano mica fare.

Dunque direi che nei casinò sparare al dealer potrebbe essere vietato caro Doyle, a meno che questi non sia un complice di qualche baro al tavolo. Allora a quel punto armi in pugno.



Finché negli Stati Uniti sarà talmente facile possedere un arma, non passerà troppo tempo che saremo qui a commentare un’altra strage. Vi riportiamo ora un elenco pubblicato dal IlSole24Ore:

12 giugno 2016, Orlando: il 29enne Omar Saddiqui Mateen spara all’interno del Pulse, un locale gay di Orlando, e uccide 49 persone ferendone altre 50. 
16 aprile 2007, Virginia Tech: Seung-Hui Cho, 23 anni di origine coreana, uccide 32 persone nel campus del Virginia Tech. Il ragazzo si è poi suicidato.
14 dicembre 2012, Sandy Hook: un ventenne, Adam Lanza, entra nella scuola elementare di Sandy Hook a Newtown, in Connecticut, e apre il fuoco uccidendo 27 persone, fra i cui 20 bambini.
16 ottobre 1991, Texas: il 35enne George Hennard si schianta a bordo del suo pick up contro la caffetteria Luby's a Killeen, in Texas. Uscita dall'auto apre il fuoco e uccide 23 persone.
18 luglio 1984, California: a San Ysidro il 41enne James Hubert uccide 21 persone in un McDonald's locale e fugge. Un'ora dopo il gesto folle viene ucciso dalla polizia.
1 agosto 1966, Texas: l'ex marine Charles Joseph Whitman sale sulla torre dell'Università del Texas e, come un cecchino, apre il fuoco. Il bilancio è di 16 morti e 30 feriti.
2 dicembre 2015, San Bernardino: 14 persone vengono uccise e 22 ferite gravemente in un attacco all'Inland Regional Center. I due killer, un uomo e una donna, sposati e simpatizzanti dello Stato islamico, vengono uccisi dalla polizia a San Bernardino.
20 agosto 1986, Oklahoma: il dipendente part-time delle poste americane, Patrick Henry Sherrill, uccide 14 persone in 10 minuti e poi si toglie la vita.
5 novembre 2009, Fort Hood: un soldato americano di origine palestinese, uno psichiatra di 39 anni, apre il fuoco a Fort Hood, in Texas, e fa 13 morti e 42 feriti.
3 aprile 2009, New York: un uomo di 42 anni di origini vietnamite spara in un centro di accoglienza per gli immigrati a Binghamton, a 200 chilometri da New York: il bilancio finale è di 13 morti.
20 luglio 2012, Aurora: la prima mondiale del film di Batman, “The Dark Knight Rises”, si trasforma in un bagno di sangue: un uomo di 24 anni con una maschera come quella del “cattivo” del film, entra in un cinema di Denver, Colorado, nel quartiere di Aurora, durante la proiezione e uccide 12 persone e ne lascia 70 a terra ferite. 
20 aprile 1999, Columbine: due studenti della Columbine High School di Denver (Colorado) - Eric Harris, 18 anni, e Dylan Klebold, 17 - aprono il fuoco e uccidono 12 loro compagni ed un insegnante prima di togliersi la vita.