Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Game Theory Optimal: tradotto la Teoria del Gioco Ottimale. I più la conoscono semplicemente con l’acronimo GTO, ma se non ne avete mai sentito parlare, ecco che un fenomeno dell’online Dan “Jungleman12” Cates vi spiega di cosa si tratta.


Dan “Jungleman12” Cates è certamente tra i giocatori di poker più vincenti del pianeta. Online ha messo in riga i più forti giocatori highstakes. Ovviamente anche nel live è riuscito a far valere il suo gioco, vincendo altrettanto milioni di dollari in giro per il mondo. E nel corso di un’intervista su YouTube realizzata da Paul Phua ha parlato della GTO, teoria che ultimamente lo statunitense ha iniziato a studiare con più profondità, spiegando che “alla fine utilizzandola in modo corretto, e i tuoi avversari attuano altre strategia, puoi vincere dei soldi”.

Una strategia che secondo Daniel non può essere battuta se applicata nella maniera corretta, anche se sostiene essere una strategia che non massima il profitto. Afferma che ”potresti vincere molti soldi se potessi attuarla su un gran numero di mani”. Ma ricorda anche che utilizzarla in maniera perfetta è molto difficile.

Nemmeno impararla è semplice, spiegando che per imparare la GTO o sei un dio della matematica, oppure devi per forza affidarti alle “simulazioni fatte al computer dai cosiddetti solver. Utilizzare software come PioSolver, ad esempio, aiuta a semplificare la GTO”.

Il modo migliore per imparare la GTO è attraverso i simulatori ribadisce, non a caso molti giocatori ancora prima che uscisse PioSolver avevano già provveduto a farsi costruire dei solare personalizzati per il NLHE. Ovviamente la GTO si applica meglio online dove puoi giocare più mani, ma la si può sfruttare anche live, stando attenti agli avversari che ha di fronte, perché giocano in maniera diversa dall’online, e poi i tell rendono l’applicazione della GTO ancora più complessa.

Daniel non a caso afferma che “quando giochi dal vivo puoi considerare meno la GTO e concentrarti sui tell, perché c’è più edge in questo senso. Chiaramente se i tell non ci sono, attuare una strategia che funzioni sul lungo periodo è sempre una buona idea”.

Dan 'Jungleman12' Cates su Full Tilt, quando giocava contro Tom 'durrr' Dwan
Dan 'Jungleman12' Cates su Full Tilt, quando giocava contro Tom 'durrr' Dwan

Il pro statunitense si è poi addentrato maggiormente nell’argomento, rivelando qualche consiglio utile su come applicare la GTO.

“Bet for protection - Diversi giocatori puntano tanto per proteggere la propria mano. Bettano un sacco di soldi prima che il board diventi sfavorevole. Anche se è una mossa che ha i suoi perché, la cosa giusta da fare è puntare poco per protezione, soprattutto se la tua mano non estrae grande valore dalle mani più deboli”. Puntare per protezione è dunque sbagliato secondo la GTO.

“Guardando alle simulazioni GTO, ti accorgi che teoricamente la cosa giusta da fare è mettere tanti soldi in mezzo quando si è concretizzata una possibilità favorevole, ovvero quando hitti le tue carte. Molti nuovi giocatori pensano invece che sia giusto puntare forte per proteggere e non per valuebettare. Le simulazioni smentiscono, e non dovresti mettere soldi in mezzo se non ci sono buone combinazioni con le tue carte”.

Infine Daniel Cates è comunque convito che la GTO non cambierà il No-Limit Hold’em, anche se farà la differenza ai livelli alti del poker. “La GTO ti insegna delle mosse molto contro-intuitive. Giocate che non avresti mai preso in considerazione prima. Questo però non vuol dire che tutti riusciranno ad applicare una perfetta GTO. Il Limit Hold’em è un gioco risolto ma nonostante ciò tutti giocano malissimo anche lì. Con la GTO, il livello non cambierà più di tanto“.