Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Douglas Kim nel 2006 divenne a soli 22 anni il più giovane giocatore ad aver mai raggiunto il tavolo finale del Main Event delle WSOP. Non arrivò primo ma vinse lo stesso ben 2,4 milioni di dollari. Cifra che oggi ha investito per auto prodursi e diventare un attore.


Quel 2006 fu l’anno magico di Jamie Gold, che trionfò al Main Event delle WSOP vincendo i colpi più assurdi. Lo statunitense vinse la bellezza di 12 milioni di dollari, il primo premio più alto nella storia del Main Event. E in quel tavolo finale c’era un ragazzo alle prime armi, al suo primo ITM in carriera, un settimo posto da quasi 2,4 milioni di dollari.

La carriera pokeristica di Douglas Kim pare però essersi fermata lì, dato che fino ad oggi, al 2016, ha collezionato in totale 17 bandierine e in una sola altra occasione è risulto a portare a casa un premio da oltre 100K. Le su vincete live sono infatti ferma 2,6 milioni.

Cattivo giocatore? Probabilmente no, è solo che negli ulimit tempi il ragazzo, allora 22enne nel 2006, si è concentrato nella sua vera passione, il mondo del cinema e della televisione. Douglas Kim, nato a New York da genitori coreani e laureato alla Duke University in Economia, sogna infatti di ventare un attore, e forse ci riuscirà proprio grazie ai soldi vinti col poker.

Douglas Kim che in
Douglas Kim che in "Just Doug"

In un’intervista  rilasciata per il The Washington Post, Douglas Kim, attore e scrittore, ha rivelato di essersi autofinanziato e prodotto un episodio pilota di una serie TV che parla in parte della sua vita, incentrata sulla vita di un attore americano di origine asiatica che vive a Los Angeles. Just Doug si chiama, e la commedia andrà in onda sulla piattaforma video streaming della Warner Bros, DramaFever.

Insomma, dove aver azzardato ai tavoli da poker, ora Douglas Kim azzarda su se stesso. Anche se forse costretto da un ambiente, come quello di Hollywood, che difficilmente, tranne rari casi, assegna ruoli di primo piano a persone che non sono di razza bianca, e sopratutto alle minoranze etniche come quella asiatica. Per questo la scelta di autofinanziarsi e abbattere da solo quello muro. Insomma, l’ennesimo all-in della sua vita, fatto però lontano dai tavoli da poker.