Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

In questi giorni l’herofold al final table di un torneo del WPT da parte di Ian Steinman, che ha passato KK su board A57JK, è stato definito come una delle giocate più belle viste di recente ad un evento di tale portata, ma c’è chi non è d’accordo, Doug Polk.


Lo statunitense Ian Steinman in questi giorni è sulla bocca di tutti per l’herofold fatto con KK su board A57JK. Un folle vincente di fronte l’all-in di Joe McKeehen, perché effettivamente il suo avversario aveva QT per la scala nuts. In molti si sono congratulati con l’americano, ma altri no.

A schierarsi tra coloro a non considerare tale fold corretto, Doug Polk, che non ha perso tempo per spiegare le sue motivazioni: “E’ facile dire questo è un gran folla, solo perché si passa un set di kappa contro il nuts. Sarà anche una bella giocata, ma nel lungo periodo risulterà essere sbagliata”.

Doug Polk ricorda un altro episodio, per spigare meglio il suo ragionamento: “Ricordiamo il fold di Maria Ho con set di T. Lei aveva la mano migliore e quindi per tutti era stata un’idiota. Ma questo non è un modo onesto di ragionare. Per il pubblico anche una persona herofolda o herocalla sarà sempre un errore o un idiota, in base all’esito della mano”.

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L'herofold di Ian Steiman

Tornando alla mano giocata da Ian Steinman, il più grande errore in quella giocata per Doug Polk è la paura: “Non voglio togliere meriti a Ian, ma quella non è una giocata profittevole nel lungo periodo, anche se in quel preciso istate si è rivelata vincente. Nel lungo periodo è scorretta. Con questo voglio dire che il più grande errore che i giocatori commettono è avere paura e nulla più”.

Doug Polk ricorda a questo punto i suoi inizi, per spiegare meglio il suo concetto: “Per diventare un player vinte ai tavoli fullring small stake ci ho messo due anni. All’inizio però il più chiuso di tutti. Mettevo tutto nel mezzo solo con AA preflop o con set al flop- Con bottom pair ero pronto al fold. Una mano che passavo spesso, proprio perché avevo paura, auto convincendomi che a quei livelli nessuno bluffa”.

“Da quei tavoli ho imparato a non avere più paura. Non averi avuto più paura di bluffare e fare grandi chiamate, e sopratutto non avrei avuto paura di seguire la strategia corretta. Non puoi avere paura di giocare nel modo migliore, e nono puoi pensare di passare perché vuoi vivere il tuo grande momento nel torneo della vita e hai paura che finisca tutto troppo presto. Il tuo gioco lo porterai all’apice solo capitalizzando nel lungo periodo. Ovviamente potresti anche non essere d’accordo con me, ma la prossima volta che passerai la tua mano, fermati, e chiedete perché sei dove sei”.