Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Molti poker pro si sono dati alla vita da Youtuber. In tanti hanno aperto il loro canale dove pubblicare interessanti contenuti sul poker giocato e non. Fra questi lo statunitense, ormai adottato dall’Italia, Alec Torelli. Quest’ultimo di recente ha pubblicato un interessate mano giocata al Poker Night in America. Vediamola insieme.


In Italia da diversi anni per amore, Alec Torelli, anche se non non centra un ITM Live dal 2016, non ha certo smesso con li poker, solo che ultimamente più che giocarlo preferisce dare consigli. In questi anni ha infatti scritto anche un libro e aperto un proprio canale Youtube. E proprio in uno dei suoi ultimi video caricati, intitolato “La mano del giorno”, Alec Torelli analizza un suo colpo giocato nel 2015 al tavolo del Poker Night in America, partita di cash game.

Ma veniamo subito all’azione. Bui 25-50, più Straddle di Newman. Parola a Torelli che con 4-5 di fiori rilancia a 200. La parola torna al piccolo buio che chiama con JQ off. dal Big Blind O’Hara con AK off non può fare altro che rilanciare e va fino a 1,000. Fold dello straddle e call del solo Torelli.

Questa l’analisi di Alec Torelli: “Sono sull’HJ e opto per un mini raise con 45s. Una mossa che non faccio di solito, ma in questa partita c’erano state poche 3-bet e non mi aspettavo che ciò accadesse. Quindi, secondo me, qualsiasi altra puntata non avrebbe cambiato il modo di giocare dei miei avversari. Inoltre, con un mini raise posso chiamare un’eventuale 3-bet, perché con questa mano voglio vedere il flop. E non rilanciato oltre pre flop, faccio in modo di tenere anche gli stack deep per aver action poi”.

Alec Torelli al Poker Night in America
Alec Torelli al Poker Night in America

Flop K55 - O’Hara esce puntando per 1,000 e Alec Torelli chiama. Un flop migliore non poteva scendere per il pro statunitense, che spiega la sua chiamata al flop: “Qui bisogna capire che il suo bettign range pre flop è lo stesso al flop. Io invece optando per un flat call lascio il mio range di mani ampio. Posso avere un Kappa con kicker più debole, un progetto di colore, una coppia più bassa di KK, o addirittura A High con 3/5 di colore a piche. Lasciando così al mio avversario parecchi dubbi”.

Turn Q - Casca una donna e una terza carta a quadri. Check di O’Hara e Alec Torelli su pot da 4,300 betta 2,500. Call. Ecco l’analisi al turn: “Per alcuni avrei forse dovuto checkare dietro, ma per me la mossa giusta da fare è bettare. Questo perché se ci fermiamo a pensare che tipo di mano possa avere O’Hara, difficilmente potrà avere i quadri, perché ha 3-bettato pre flop e checkato al turn. Potrebbe avere circa dieci combo, come progetti di scala o di colore. In ogni caso potrebbe checkare su questo board appunto con AK, AA o anche AQ. Altro motivo per cui mi piace bettare qui è perché sto cercando di trasformare la mia mano un bluff. Potrei infatti avere un Kappa battuto o una coppia di 7. In questo modo O’Hara può chiaramente chiamare”.

River 7 - Ancora check per O’Hara e all-in per 19,825 su pot da 9,300. Ma prima di sapere la risposta di O’Hara, ecco l’analisi di Torelli: “Il 7 è un ottima carte per me, perchè non cambia assolutamente niente. Checkando al river il mio avversario, la maggior parte delle volte avrà un bluff catcher (una mano che gli permette di vincere solo se stanerà il bluff del suo avversario, che in questo caso non c’è - ndr). Ora, con un giocatore che non fa troppi ragionamenti, opterò di puntare di meno per tentare di fargli fare un “Hero Call”. Ma contro ottimi giocatori, che ragionano ad alti livelli, opterò per un’altra strategia di gioco. Tenterò così di massimizzare al massimo. O’Hara non cambierà idea in base alla mia bet size. Qui lui deve solo decidere se la sua mano è buona oppure non lo è. E poi, se ha deciso di chiamare al turn, perché non farlo al river, dove nulla è cambiato con un 7”.

Ma alla fin avrà chiamato oppure no? La risposta nel video qui sotto