Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Il prossimo 19 aprile in Italia arriva la pellicola diretta dal premio Oscar Aaron Sorkin, l’attesissimo Molly’s Game, film candidato quest’anno alla Statuetta d’oro per la miglior sceneggiatura non originale. Dopo Rounders finalmente un film all’altezza, e lo dimostrano anche gli incassi, maggiori del film cult per i pokeristi di tutto il mondo.


Era da tempo che la comunità pokeristica aspettava un film sul mondo del poker degno di Rouders, uscito nel 1998 e diretto da John Dahl. E dopo vari flop come Le Regole del Gioco, Runner Runner, oppure il nostro Poker Generation, ecco Molly’s Game.

La pellicola racconta le vicende della Principessa del Poker, Molly Bloom, ex campionessa di sci che ha fatto fortuna organizzando partite di poker High Stakes clandestine nella città di New York. Partite che coinvolgevano attori di Hollywood, personalità dello sport e dell'alta finanza.

Un film che quest’anno è stato candidato all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, premio andato poi a James Ivory per Chiamami col tuo nome diretto dal nostro Luca Guadagnino. Una doppietta solo sfiorata dunque per il regista di Molly’s Game, dato che Aaron Sorkin, che ha scritto anche qui la sceneggiatura, il premio hollywoodiano l’aveva già vinto nel 2011 per The Social Network.



Intanto Molly’s Game vince però la battaglia degli incassi con Rounders, che nel 1998 incassò 28 milioni di dollari, mentre il film di Sorkin è già volta a 53,2 milioni di dollari incassati al botteghino. Il film di John Dahl non ebbe però la stessa distribuzione. Bisogna inoltre ricordare che in realtà pellicole come Runner Runner e Maverick del 1994, altro film sul poker, hanno guadagnato anche di più, ma nella comunità pokeristica non hanno mai superato Rounders, chissà se ci riuscirà Molly Bloom con le sua partite High Stakes.

Ricordiamo infine che Molly’s Game ha avuto anche due candidature ai Golden Globe, per la migliore attrice in un film drammatico a Jessica Chastain e per la migliore sceneggiatura ad Aaron Sorkin. E’ stato candidato per il miglior film ai Producers Guild of America Awards e ancora per la miglior sceneggiatura non originale ai Writers Guil of America Award.