Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

I tempi cambiano e le mode cambiano, così anche il poker cambia, ma non nel verso giusto secondo il pro Tom Dwan, che critica i giocatori di no Limit Hold’em, in quanto ormai quasi tutti al tavolo hanno preso la brutta abitudine di impiegare del tempo prima di agire.


Noto a tutti come uno dei più forti giocatori High-Stakes, di recente Tom Dwan ha piazzato un buon quinto posto nell’evento HL $500,000 NLHE Short Deck Ante Only delle Super High Roller Triton Poker di Jeju. Lui, come molti altri suoi colleghi, ormai preferisce la versione a mazzo corto per il NLHE, piuttosto che giocare con il classico mazzo completo. Il motivo? Semplicemente perché oggi la maggior parte dei giocatori dei tornei No Limit Hold’em tradizionali non fanno altro che aspettare infinito per agire ad ogni mano.

In pratica sempre esistita, ma oggi, per Tom Dwan, tale pratica è stata portata all’estremo, redendo il gioco meno divertente, ma sopratutto non è di certo una cosa sportiva da fare.

Il disagio di Tom Dwan ha trovato supporto anche in Bryn Kenney, che su Istagram ha dato pianamente ragione al collega, aggiungendo che questo eccessivo pensare al tavolo ha reso il gioco meno divertente, mentre bisogna capire questo sia importante rendere "l’esperienza al tavolo molto più coinvolgente e divertente, solo così si possono attirare giocatore al tavolo”. Pienamente d’accordo anche Antonio Esfandiari, che scrive: “Tutto ciò è assolutamente terribile per il poker”.

Le varie organizzazioni di tornei stanno infatti escogitando nuovi format per rendere l’esperienza al tavolo più coinvolgente, introducendo di recente tornei come il Big Blind Ante o lo Shot Clock. Ma forse queste piccole accortezze non bastano e bisognerebbe inventarsi altro, per continuare ad attrarre nuovi giocatori al poker.