Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Di recente Gus Hansen è tornato alla ribalta, anche se non di certo per i suoi trionfi nei tornei live o online, dato che da quelle parti non lo si vede più, piuttosto pare aver messe le tende alla Bobby’s Room, dove ora pare sia impegnato nel Big Game.


La sua estate al tavolo cash game della Bobby’s Room è terminata da un pezzo, ma Gus Hansen, nostalgico di questi giorni è tornato ancora una volta su quelle sedie per giocare il Big Game, una delle partite Mixed Games più alte in circolazione. Ormai tornei live e partite online sono una rarità per il campione danese, che passa forse più tempo a curare i suoi profili social.

Di recente però i colleghi di pokernews l’hanno intervistato e lui ha espresso una sua opinione sui giovani reg e sulla Teoria dei Giochi al No-Limit Hold’em, la GTO (Game Theorical Option), che tanto va di moda oggi tra questi giovani ragazzi che stanno dominando le scene dei tornei live.

Per Gus Hansen però questa strategia è solo pura fantasia, impossible da applicare, non a caso commenta così: “Mi vien da ridere se penso a chi dice di giocare secondo GTO. Ovviamente non dico che sia sbagliata, bensì: il 99% delle persone non sa nemmeno cosa sia e quindi ha poco senso provare ad applicarla, e poi nessuno è in grado di applicarla davvero, nemmeno un computer”.

Il player danese si rivolge poi alla nuova generazione di giocatori tedeschi: “Se nemmeno un computer è in grado di applicarla alla perfezione, perché dovrei credere che ci riesca un ragazzino semi-sconosciuto di Dusseldorf? Sia chiaro, i stimo i tedeschi, ma non hanno minimamente raggiunto la perfezione nel poker”.

Pensi di giocare una perfetta GTO? Ti illudi, ti assicuro che non ci stai riuscendo. Sarai sempre exploitabile. Io non sono un esperto di solver e teoria, ma ho capito che giocare secondo GTO non significa nulla”, continua Gus Hansen.

Il danese però riconosce le abilità dei suoi avversari, di questa nuova generazione di fenomeni tedeschi, ma chiarisce: “Sono bravi, molto forti, e non dico che posso batterli, semplicemente voglio far osservare che prima di credere di avere una strategia teorica perfetta ce ne vuole e non sono minimamente vicini a tale perfezione”.