Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Il pro americano Shaun Deeb si è divertito a commentare la famosa mano di poker giocata nel film Casino Royal con protagonista l’agente segreto più amato di sempre, nato dalla penna di Ian Fleeming, Bond… James Bond.


Di film sul poker ne hanno girati diversi, ma Rounders resta inimitabile. Ci sono poi film che con il poker non hanno nulla a che fare, ma i protagonisti spesso si ritrovano di fronte ad un tavolo a giocarsi la vita o altro a poker. E di certo gli amanti di James Bond e del Texas Hold’em avranno forte storto il naso nella mano giocata in Casino Royal, alquanto bizzarra, che il pro Shaun Deeb ha analizzato per i colleghi di pokernews, criticando in un qualche modo la sceneggiatura del film. Ma veniamo all’azione raccontata dal player statunitense.

“Il floorman avverte che il grande buio è passato a un milione di dollari, ma poi la mano ci viene mostrato dal turn, con un board che recita A864 checkato dai quattro protagonisti al tavolo. Nel pot abbiamo 24 milioni, e al tavolo ci sono due giocatori short: uno con 6 milioni, l’altro con 5 milioni. Bond ne ha 40 di milioni, mentre il suo antagonista una cifra sconosciuta”.

Al river esce poi un A, e il giocatore asiatico short va all-in per 6 milioni, l’altro short per 5 milioni, mentre l’antagonista rilancia a 12 milioni.

“Ora, il primo problema è l’antagonista, che ha già puntato 5 milioni di dollari. Questo posso dirlo perché ogni chips nera vale 100mila dollari, infatti il giocatore che va all-in per 6 milioni ha 60 chips nere davanti. Ora, l’all-in è di 6 milioni e quindi il rilancio è di un milione. Dunque non dovrebbe chiamare nuovamente i 5 milioni che ha già puntato. In più, se l’antagonista ha puntato, toccava a Bond parlare. E allora è chiara una cosa, chi ha prodotto il film o chi ha scritto la sceneggiatura, di poker non ne capisce nulla”.

James Bond si prepara all'azione
James Bond si prepara all'azione

Bond a questo punto rilancia a 40 milioni e l’antagonista con A6 chiama.

“Al river non dovrebbe esserci action e invece abbiamo all-in, un call all, un raise e la 3-bet di James Bond, che dimostra forza. L’antagonista ha il terzo nuts e lo batte solo 5-7 e A-8. Quindi se ti vanno in all-in dopo un all-in, un call e un raise, vuoi che non abbia il nuts. Un fold easy, effettua invece un call privo di senso”.

Allo showdown il player asiatico mostra KQ per il colore, l’afroamericano 88 per il fullhouse, l’antagonista A6 per un fullhouse superiore e James Bond scala colore con 57.

“Una mano senza senso, con James Bond che fa uno slowroll con il nuts e non chiama subito. In ogni caso, KQs doveva andare in all-in al turn, mentre 88 sul flop o sul turn. Bond doveva chiamare easy, senza attendere tutto quel tempo. Una mano senza senso, potevano chiamarmi e chiedermi un parere. Un fallimento totale”.