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dario_detoffoli.jpgDario De Toffoli è uno dei maggiori teorici italiani del poker con i suoi quattro libri pubblicati sull'argomento. In questo articolo ci spiega cos'è il processo di pensiero multiplo, anche detto multithinking process.




"Ogni volta che si parla di pensiero multilivello mi torna in mente "Io so che tu sai che io so", un vecchio film (1982) con Alberto Sordi e Monica Vitti, per la regia dello stesso Sordi. Un detective ha filmato alcune settimane della vita di Livia (Vitti) e il marito Fabio (Sordi) è venuto in possesso dei nastri. Proiettandoli scopre una serie di drammatiche situazioni che riguardano la figlia, la moglie e anche lui stesso. Dapprima disperato, si rende quindi conto delle sue responsabilità e non fa parola con la moglie sull’accaduto. Livia però capisce che ora Fabio sa tutto, ma ha deciso di non parlarne, e a sua volta Fabio capisce che Livia sa che ora lui sa.


Alberto Sordi e Monica Vitti
Alberto Sordi e Monica Vitti


Questa trama è una perfetta metafora della lettura degli avversari nel gioco del Poker, che può avvenire su più livelli: alla fine prevarrà il giocatore che sarà riuscito a pensare al livello più profondo… ma non troppo. Il principiante infatti pensa alle sue carte, al punto che ha chiuso, non tenta nemmeno di dedurre cosa potrebbero avere in mano i suoi avversari sulla base delle carte in tavola e delle puntate che hanno fatto: è un po’ come Sordi prima di visionare le cassette, incurante e inconsapevole. Chiaramente tenderà a perdere contro chi «sa», nel senso che riesce a tener conto anche dei comportamenti avversari.


Ma è possibile spingersi oltre: se io sono consapevole di come mi sono comportato e di quello che tu puoi aver capito osservando il mio comportamento, posso modificare di conseguenza le mie giocate cercando in tutti i modi di confonderti, di depistarti: siamo al «io so che tu sai».

Ancora, se arrivo alla consapevolezza del «tu sai che io so», salgo ancora di un gradino, siamo al famoso «io so che tu sai che io so» e a mia volta potrò cercare di fuorviarti.


È una battaglia di pensiero profondo: più vai in là con deduzioni e controdeduzioni, più riesci a dominare l’avversario. Ma non basta essere in grado di pensare in profondità, è indispensabile capire preliminarmente il livello di pensiero dell’avversario: a che varrebbe applicare una strategia raffinatissima contro un avversario inconsapevole? A nulla, lui non se ne accorgerebbe nemmeno. Sarebbe come costruire un bluff perfetto contro un avversario che va sempre a vedere per curiosità!


Recentemente questo tipo di pensiero strategico multilivello è stato anche analizzato scientificamente, in particolare da Read Montague all’Università di Huston, Texas. Qui il discorso era generale, sul mondo degli affari, sulla politica, sulle trattative internazionali. In esame la nostra capacità di “leggere” la mente altrui per rendere possibile un comportamento strategico. O anche, come ben ha spiegato Matteo Motterlini sul Sole 24 Ore, un comportamento super-strategico: non solo “Cosa penso di te”, ma anche “Cosa penso tu pensi di me” E quindi “Cosa penso io possa indurti a pensare quello che tu pensi di me”.

E cosa c’è meglio del poker per esemplificare questo tipo di processi logici?


Dario De Toffoli
Dario De Toffoli


Ma non tutti sanno bluffare allo stesso modo, ci sono giocatori molto più bravi di altri nel pensiero multilivello. E Montague con le sue indagini cerca di capire perché, attivando con risonanza magnetica diverse aree del cervello. E qualche risultato l’ha ottenuto. Pare che i soggetti con migliori capacità super-strategiche lascino specifiche tracce nella corteccia rostrale prefrontale e in altre specifiche aree cerebrali. Ma ancora non è chiaro se si tratta di capacità innate ovvero se si possono acquisire."


Dario De Toffoli per GD Poker 


Ringraziamo Dario De Toffoli per questo suo interessante articolo che ci aiuta a capire come gli avversari potrebbero guardarci al tavolo e, soprattutto, cosa pensano di noi.



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Roberto 'Ronnie Rosenthal' Sorrentino
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