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È intervenuto ieri alla camera dei deputati l'onorevole del Partito Democratico Mario Adinolfi, noto anche per essere un discreto giocatore di poker, che ha voluto sottolineare come il Decreto Balduzzi tenda a colpire il comparto giochi in Italia nella sua totalità, in maniera cieca e senza distinzione alcuna.


Distinzione che è d'obbligo fare quando si parla di giochi. Il poker è da più parti del mondo riconosciuto come un gioco di abilità, i così detti skill game come dice lo stesso Adinolfi nel suo intervento alla Camera dei Deputati di ieri. Gli altri giochi, che il Decreto Balduzzi accomuna in maniera ignorante proprio al poker e a tutti gli altri giochi dove la fortuna ha un'incidenza minore, sono quelli d'azzardo, dove la componente aleatoria è massima e il vincitore è colui che viene baciato dalla fortuna. Ma il Decreto Legge, a firma del Ministro della Salute Renato Balduzzi, non fa alcuna distinzione quando parla di eliminare la pubblicità per i giochi in denaro, che siano essi giochi d'azzardo o giochi di abilità.


L'intervento di Mario Adinolfi è preciso e sintetizza al meglio quello che la maggior parte dei frequenti giocatori di poker online o poker live pensa a riguardo. L'onorevole del PD è anche bravo a citare esempi poco noti al grande pubblico, ma veri e propri miti per chi conosce e ama questo sport. Phil Hellmuth che lo scorso mese ha vinto per la tredicesima volta (e non dodicesima, unico errore, trascurabile, del simpatico Marione) un braccialetto delle World Series of Poker. Non può essere un caso che una stessa persona vinca ripetutamente un premio. Quella persona è più brava degli altri. Anche a fronte del fatto che i tornei di poker contano un grosso numero di partecipanti, centinaia quando non sono migliaia, e non poche decine come qualcuno potrebbe pensare.


Rocco PalumboIl bravissimo Rocco Palumbo, l'estroso Dario Minieri ed il continuo Luca Pagano sono gli altri esempi, nostrani, che il buon Adinolfi porta a conoscenza di chi lo ascolta. Nomi sconosciuti a chi a più di 50 anni, come afferma lo stesso deputato pokerista, ma che nel mondo del poker sono icone e non personaggi da perseguire additandoli come criminali. Perché il messaggio che passa dal governo è quello che "giocare è male". Ma Adinolfi è preparato sull'argomento e sottolinea che agli italiani bisogna specificare che giocare d'azzardo è male, al pari di buttare soldi dentro un caminetto acceso, soprattutto in tempi di crisi come quello che stiamo vivendo. E su questo tasto bisogna premere, anche perché il semplice vietare la pubblicità in casi come questo serve assolutamente a poco.


Prendersi uno svago andando a giocare un torneo di poker live, socializzare col prossimo e passare alcune ore di divertimento puro con un costo pari a quello che si spenderebbe per andare a mangiare una pizza tra amici non può essere accomunato a questo tipo di pericolo per chi soffre di ludopatia. Ed è bene, sempre usando le parole del deputato Mario Adinolfi, fare un distinguo e "affrontare questo territorio sapendo di cosa si sta parlando. E maggiormente deve farlo quest'aula (Camera dei Deputati ndr), il Governo e lo Stato con i suoi provvedimenti".


Ottime parole davvero che ci sentiamo di condividere e sposare in pieno. Applausi per Mario Adinolfi nella speranza che il suo intervento non passi in breve nel dimenticatoio.