Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

"Dimenticatevi l'idea del club dove si fa il torneo da €100.000 garantiti, noi facciamo sport"... sono alcune delle parole rilasciate dal presidente FIGP Isidoro Alampi durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto 'Poker Sportivo 2.0'.


Cambia radicalmente il modo di intendere il poker live, almeno è questa la nuova idea lanciata dalla Federazione Italiana Gioco Poker. A tracciare le nuove linee è Isidoro Alampi, presidente della FIGP che durante la presentazione ufficiale del nuovo progetto 'Poker Sportivo 2.0' ha dichiarato:

"Dimenticatevi l'idea del club dove si fa il torneo da 100.000 euro garantiti. I club saranno piccolissimi, diffusissimi, il buy in sarà contenuto e le iscrizioni contenute e non girerà denaro contante nei club ma si useranno carte di credito disabilitate dal prelievo atm. La carta fungerà da tessera ASI, iscrizione al club, documento di riconoscimento. Ci sarà la possibilità di sistemi di qualificazione multilevel, saranno presenti ispettori che andranno a controllare i club. Con il sistema automatizzato eliminiamo anche il riciclaggio e garantiamo la sicurezza dei tornei attraverso un sistema di controllo rigido a cui avrà accesso anche il Ministero dell'Interno. Noi facciamo sport. Chiederemo di tenere il più possibile separati l'attività sportiva da quella commerciale, questo è un aspetto importante. Il poker sportivo sarà gestito quindi da associazioni no profit".

Un cambiamento radicale che secondo le idee della federazione dovrebbe portare ad una diffusione più 'politically Correct' del poker live italiano: "Noi vogliamo diffondere in Italia lo sport del poker. Da oggi si cambia pagina, il poker sportivo non è quello che si trova oggi sul territorio. Ci sono tantissime realtà che di poker sportivo hanno poco o nulla. Il poker live regolamentato come una disciplina sportiva?Chiudiamo il passato e ripartiamo con un progetto sportivo nuovo. Il poker è uno sport e deve essere soggetto a rapporti di natura sportiva. In questo contesto ci siamo rivolti agli enti di promozione sportiva e l'ASI è stata l'unica a dimostrarsi preparata ad affrontare questo cammino.

L'obiettivo del gioco è la competizione e far valere il proprio talento in una competizione sportiva, dimostrare la propria abilità e non raggiungere un montepremi. Abbiamo stimato 10.000 posti di lavoro nel poker che oggi sono nel sommerso e che devono essere regolamentati. Non esiste oggi una rappresentanza unitaria in questo settore e uno degli obiettivi del nostro progetto è proprio questo. La formazione del poker inizia dalle classi giovanili e in tal senso sono importanti dei corsi di formazione e una corretta conoscenza del fenomeno. Avremo un sistema di controllo di tutte le attività dei club per far si che ci sia un monitoraggio costante e chiaro di ogni situazione. Sarà come una poker room online con la differenza che le carte si daranno live.

Ritorneremo allo sport. Il manifesto è stato presentato al CONI e abbiamo avuto i primi riscontri: nei primi mesi del 2014 il poker verrà riconosciuto come disciplina sportiva in ambito comitato olimpico internazionale e sarà il momento in cui il poker italiano farà il suo ingresso nella casa dello sport. Il nostro progetto partirà già da domani quando inizieremo a farlo conoscere a tutte le associazioni. Importante è far capire la differenza da quello che è stato finora il poker e quello che sarà il poker sportivo 2.0
".

Idee chiarissime che adesso dovranno trovare ovviamente riscontro nelle motivazione di chi ogni giorno dedica ore a questa tipologia di gioco. Intanto il poker, oramai riconosciuto come gioco di abilità, si prepara all'inquadramento sportivo nella speranza di avvicinarsi in un prossimo futuro ad una vera e propria disciplina con possibile sbocco nel Dilettantismo e nel Professionismo, al fine di accedere anche alle fiscalità previste in materia.