Luca Moschitta

Luca Moschitta: “Oggi sono un giocatore di poker diverso. Gioco meno, guadagno meno, ma mi godo la vita”

Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Il player siciliano Luca Moschitta è tornato a postare sul sul personale blog, dove ha espresso il suo punto di vista sulla fine dell’era rakeback. Lui che in passato è stato fra i primi grinder italiani a giocare per ore, tutti i giorni, davanti ad un schermo del pc.


Il post di Luca Moschitta si intitola “La Fine di un’era del Poker. L’inizio di una nuova?”. Il pro siciliano fa il punto della situazione sulla decisione presa di recente da PokerStars, che ha optato per la chiusura del vecchio Vip System, che tradotto significa la “fine dell’era rakeback del poker”.

“Non nascondo che se il concetto di “rakeback” non fosse mai esistito probabilmente non sarei mai diventato un giocatore professionista di poker - scrive Luca nel suo blog -. Non avrei mai immaginato di giocare tutte quelle ore di poker online se non ci fosse stata la Porsche con gli FPP, le milestone e anche quelle 7 stelline nere accanto all’user-id. Tra i 19 e i 23 anni ho passato praticamente una media di 6-8 ore al giorno a grindare online, tutti i giorni. Senza rakeback probabilmente non avrei mai considerato il poker come un lavoro e la mia vita avrebbe preso un’altra direzione”.

Quei tempi però sono finiti per Luca e per tanti altri giocatori online. “Per le aziende avere grinder che giocano 10 ore al giorno, divorando gli occasionali, non è un modello di business che funziona”, spiega Luca.

Grindare meno e avere più tempo libero, questa la nuova filosofia di Luca Moschitta
Grindare meno e avere più tempo libero, questa la nuova filosofia di Luca Moschitta

Tutto sta però nell’adattarsi, e noi esseri umani in questo siamo bravi. “Già da qualche anno, considerando i cambiamenti in corso, ho sostituito un poker online quantitativo con un poker qualitativo. Gioco il 25% del tempo che giocavo prima e guadagno circa la metà di quello che guadagnavo negli anni passati”, ammette Luca. 

Giocare meno però significa anche avere più tempo libero, che Moschitta per esempio sta usando per investire in altre attività, come praticare sport, viaggiare e stare più tempo con amici e famigliari. “Sono un giocatore di poker diverso - dice Luca - probabilmente una sorta di player semi-ritirato se considero quanto giocavo prima, ma il poker resta in ogni caso il mio lavoro principale, il mio hobby e la mia filosofia di vita”.

Infine un prezioso consiglio che da Luca ai nuovi grinder è quello di “adattarsi e sfruttare le opportunità che i cambiamenti generano… cambiando approccio è ancora possibile guadagnare giocando a poker, magari godendosi un po’ di più la vita”.

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