Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

Abbiamo parlato di varianti con uno dei più grandi esperti del poker live italiano: il grande Carlo Braccini. Il pro di Gubbio ci ha detto la sua sulla 'polemica' nata per il post dello zio Michele Limongi e su altro ancora...

 

PIW: Ciao Carlo, bentornato su PIW. Parliamo di varianti e del discusso post, di qualche settimana fa, di Michele Limongi. Lo 'zio' ha praticamente affermato che un buon giocatore deve conoscere per forza tutte le 'discipline' del poker sportivo, soprattutto se vuole essere vincente alle WSOP. E' un pensiero che condividi?

Carlo: Ciao Giuseppe. Premetto che durante le WSOP di Las Vegas ho seguito lo zio Limongi per tutte le mattine. Ha fatto un lavoro unico per contenuti, aneddoti e simpatia. Leggendo il suo 'blog' ho quindi visto il post, che per me diceva soltanto la sacrosanta verità. Per essere un vincente alle World Series of Poker bisogna conoscere tante discipline ed i fatti lo dimostrano.

Del resto l’importanza di tale considerazione è stata presa subito al balzo dai top players italiani, guarda caso quelli che sono poi risultati i più prolifici.

PIW: Non tutti però la pensano in questo modo. Sull'argomento è infatti intervenuto il buon Federico Cipollini che, in una nostra intervista, ha detto che secondo lui in molti giocano le varianti solo perché sono dei perdenti al Texas Hold'em. Immagino che tu non la pensi proprio così... o mi sbaglio?

Carlo: Cipollini ha chiaramente e palesemente estremizzato la cosa. Lui è un bastian contrario dalla nascita, quindi non commento nemmeno tale 'bestemmia'...

PIW: La sensazione è comunque quella che negli ultimi tempi sono in tanti ad aver intrapreso il 'cammino' verso le varianti. Mi riferisco anche a campioni come Dario Sammartino e Walter Treccarichi, ma non solo. Come mai, secondo te, i regular del THE stanno cominciando a giocare altre discipline?

Carlo: L’essere completi nel mondo del poker è anche sinonimo di rispetto. Poi le varianti, come in molti hanno già dimostrato, possono servire per dare delle alternative e magari tornare utili nel tempo.

PIW: Ed a proposito di varianti, parliamo del Crayfish Poker. Come procede il lancio della 'tua' nuova disciplina?

Carlo: Ufficialmente è uscito su hendom mob la prima bandierina del Crayfish Poker in versione texas hold'em (vinta da un polacco, affascinato da tale novità). Subito dopo è stata seguita da quella in versione Pot Limit Omaha, la preferita dei variantisti. Il Crayfish è un giochino carino, fatto di una strategia particolare... bello da provare e vi assicuro davvero molto divertente.

Una novità per la quale spesso ho visto e letto considerazioni da parte di chi non lo ha mai provato. Prima si prova poi si giudica, come faccio io con il vino ed il cibo.

Lo 'zio' Michele Limongi
Lo 'zio' Michele Limongi


PIW: Quali sono i tuoi progetti futuri per la nuova disciplina?

Carlo: Porterò il Crayfish soprattutto nei casinò, visto che i circoli privati non hanno tempo per le varianti in genere. Permettimi di ringraziare anticipatamente Dario De Toffoli, che inserirà il Crayfish Poker nel suo prossimo libro.

PIW: Perfetto Carlo, grazie del tuo tempo ed in bocca al lupo per tutto. Ciao e alla prossima!

Carlo: Grazie a te Giuseppe. Un saluto a tutti voi di PIW!