Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Michele Limongi è tornato sull’argomento “Varianti” dopo il tanto chiacchierare che si è fatto in questi giorni sul tema. Lo scorso 19 luglio lo zio scriveva: “Wsop disastrose per gli italiani… chi snobba le varianti ha poche possibilità di vincere”.


Dopo la sua analisi al termine delle WSOP 2017, pessime per i colori azzurri, dove gli unici a salvarsi sono stati Dario Sammartino e Max Pescatori, “lo zio” Michele Limongi ha creato il caos intorno all’argomento. Ecco quanto dichiarava appena dieci giorni fa:

“Secondo il mio modestissimo parere le WSOP 2017, praticamente appena terminate, sono state per i giocatori italiani a dir poco disastrose, tranne per le dovute eccezioni… la prima ragione è che i sedicenti PPP che si presentano a Las Vegas devono confrontarsi con i giocatori più forti al mondo nella disciplina del Texas Hond'em e 'snobbando' le varianti hanno pochissime possibilità di uscirne vincenti…” (Segui il link per leggere l’analisi completa).

In breve ovviamente sono arrivate le riposte al posto di Michele Limongi, alcuni favorevoli, alcuni contrari. AD esempio Federico Cipollini, intervistato da PIW, ha detto: “Del pensiero dello 'zio Michele' condivido solo una cosa e cioè che chi ha l'ambizione di vincere un braccialetto deve studiare le varianti… Non sono assolutamente d'accordo invece sul pensiero che un buon giocatore deve conoscere tutte le discipline. Il 90%, o forse di più, dei soldi che vengono mossi nel poker sono sull'hold em, il restante 10% è quasi tutto sul PLO, le altre varianti contano 0 per cui non è profittevole ad oggi cimentarsi in giochi diversi da THE e PLO”. (Segui il link per leggere l’analisi completa).

Il pro di Lottomatica Max Pescatori
Il pro di Lottomatica Max Pescatori

C’è poi chi come Carlo Braccini, sempre intervistato da PIW, sostiene che “lo zio Limongi dice soltanto la sacrosanta verità. Per essere un vincente alle World Series of Poker bisogna conoscere tante discipline ed i fatti lo dimostrano. Cipollini ha chiaramente e palesemente estremizzato la cosa. Lui è un bastian contrario dalla nascita, quindi non commento nemmeno tale 'bestemmia'... L’essere completi nel mondo del poker è anche sinonimo di rispetto. Poi le varianti, come in molti hanno già dimostrato, possono servire per dare delle alternative e magari tornare utili nel tempo. (Segui il link per leggere l’analisi completa).

E oggi a tornare sull’argomento è proprio Michele Limongi, che sempre dalla sua Pagina Facebook scrive: “Sono contento di aver creato un po’ di casino sulla questione, era quello che volevo. Già sapevo chi avrebbe partecipato più caldamente alle discussioni, cioè chi le varianti le giocare per gusto e passione (Carlo Braccini), e chi ne fa solo un business di nicchia per guadagnare. Fermo restando che non mi interessa che in Italia si giocheranno o meno le varianti, anzi, mi conviene il contrario, così io da giocatore di poker medio/buono, resterò sempre Il Maestro, si, il Maestro Michele Limongi: o Baffo o Zio Michele che dir si voglia. Perché in un mondo di ciechi chi ha un solo occhio è un re. Rimarrò sempre dell’opinione che un giocatore di poker per essere completo deve assolutamente essere bravo anche nelle varianti. Nutro un forte rispetto per chi ci sta provando (Dario Sammartino e Walter Treccarichi), ma non biasimo chi del poker ne ha fatto una vera professione (Castelluccio, Bonavena, Palumbo, Mustacchione), e nei potrei citare ancora tantissimi, e pensa solo a un ritorno economico. Non ho citato Max Pescatori perché lui è già un giocatore completo e non ha bisogno di studiare le varianti, le conosce già abbastanza bene e pokeristicamente parlando rappresenta l’Italia”.