Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Quest’estate è stato il primo tifoso degli azzurri che hanno preso alla spedizione azzurra per le WSOP 2017. Terminate le Series ha poi commentato la prestazione degli italiani, scatenando un acceso dibattito sulla rete. Oggi invece lo ritroviamo in versione nostalgico.


Un attacco di malinconia scatenato forse dal fatto di aver seguito con tanta passione le WSOP 2017, discutendo animatamente sul perché del fallimento azzurro per il secondo anno consecutio, tranne le rare eccezioni che portano il nome di Dario Sammartino e Max Pescatori.

“Ho nostalgia di un torneo di HORSE, magari anche online… il poker mi manca”, questo uno dei suoi ultimi post scritti sulla sua bacheca Facebook. Michele Limongi ha nostalgia del poker, ma anche tutta la comunità del poker italiana ha nostalgia di lui ai tavoli.

C’è infatti chi gli ricorda una mano giocata contro in un torneo Stud High Low a Venezia nel 2009 al PGP di Gioco Digitale. C’è poi chi gli domanda il perché del suo ritiro, e Michele Limngi ricorda ai suoi followers che vivendo in Thailandia per lui il poker è off-limits, dato che è vietato.

Ed è un vero peccato non vederlo più in azione il nostro Michele Limongi, senza alcun dubbio uno dei più forti giocatori del nostro paese, che in carriera è riuscito a vincere oltre 800mila dollari, nella Top 50 dei giocatori azzurri più vincenti di tutti i tempi.

Il suo ultimo ITM live risale a marzo del 2016, centrato a San Marino. Qui vinse due tornei, uno 8-Game e l’altro Pot Limit Omaha Hi/Lo. Il suo best score però risale a gennaio 2010, quando vince un evento da 2mia euro dell’EPT di Deauville, incassando 163,400 euro. Nello stesso anno, ad aprile, arrivò secondo nel medesimo torneo all’EPT di Sanremo, vincendo altri 155,000 euro.

Il poker manca a Limongi, e al poker manca Michele.