Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

La vita del professionista di poker non è certo una passeggiata. Il pericolo è sempre dietro l’angolo e scendere alla fermata dei giocatori andati broke non è poi così complicato. Meglio dunque sempre aver un piano B per ogni eventualità.


La strada per arrivare a diventare un giocatore di poker professionista è lunga e tortuosa. Certo, se riesci a vincere al primo tentativo il Main Event delle WSOP, diventando di colpo un multi milionario, allora le cose si semplificano, e comunque non è detto che tu riesca ad intraprendere con successo la strada del poker pro.

Fare il giocatore, o meglio decidere di fare il giocatore di poker professionista comporta dei rischi elevati. In gioco ci sono i tuoi soldi e non quelli di altri. Non sarai di certo stipendiato come un giocatore di calcio, tranne rari casi come quelli che hanno la fortuna di avere uno sponsor alle spalle. Una sponsorizzazione che ovviamente arriva solo quando già sarai un player affermato a livello mondiale.

Dunque, a meno che tu non sia già multimilionario di tuo, diventare un poker pro non è la cosa più semplice del mondo. Devi calcolare ogni rischio ed avere sempre un piano B nel caso in cui la strada percorsa per diventare un pro si dovesse interrompere.

Ovviamente questo è un discorso che vale sempre, con qualsiasi lavoro che comporta dei rischi e che potrebbe finire da un momento all’altro. D’altronde se in bancarotta può finirci uno sportivo professionista, perché mai non dovrebbe accadere la stessa cosa per un giocatore di poker che ha guadagnato milioni ai tavoli.

Raffaele Sorrentino in versione Baywatch
Raffaele Sorrentino in versione Baywatch

Stando infatti ad una recente ricerca del 2009 della rivista Sports Illustrated, il 60% dei giocatori di NBA sarebbero andati broke nei primi cinque anni dal loro ritiro dalla carriera agonistica. La percentuale sale al 78% per i giocatori della NFL. L’unico vantaggio del pokerista è quello di non avere limiti di tempo, di poter giocare anche quando il fisico ormai non ti permette più di correre dietro ad una palla.

Ma cosa centrano Walter Treccarichi, Mustapha Kanit e Raffaele Sorrentino in tutto ciò direte voi? In effetti nulla, dato che loro in tre hanno guadagnato 14,5 milioni di dollari ai tavoli di poker live. Loro difficilmente li vedremo andare broke, dato che continuano a piazzare successi su successi anno dopo anno.

Tuttavia, per scrivere questo messaggio a tutti coloro che amano questo sport e che vorrebbero emulare le gesta dei tre sopra citati, mi sono ispirato ad un post di Raffaele Sorrentino su Facebook: “Se il poker non dovesse funzionare…”, e sotto la foto del nostro azzurro in versione bagnino stile Baywatch (come da foto sopra).

La stessa foto (in copertina) se la sono scattata Walter Treccarichi e Mustapha Kanit. Ovviamente per loro la strada del poker pro continua, nonostante le cose non stando andando nel modo giusto al MILLIONS che si sta disputando in questi giorni nella splendida Repubblica Domenicana, che possiamo solo ammirare dagli scatti postati su Facebook dai nostri campioni.

In conclusione, se volete diventare dei giocatori di poker per professione, ricordatevi sempre di avere disciplina e di mettere in atto un accurato bankroll management.