Pubblicato il da Redazione

C'è sempre più caos intorno al Decreto Dignità. I concessionari hanno per questo chiesto dei chiarimenti immediati su come muoversi per non incorrere in sanzioni. Intanto il divieto di pubblicità colpisce i poker pro, chiusa la pagina Facebook di Gabriele Lepore.

 

Non c'è ancora chiarezza sul Decreto Dignità e su come devono essere applicate alcune normative riguardanti il gioco. In questo senso i concessionari hanno chiesto dei chiarimenti immediati per sapere come conciliare gli obblighi della legge con le regole, imposte dall'acquisizione della licenza, sull’informazione ai giocatori e la promozione del gioco responsabile.

Una richiesta più che lecita, come si legge sul portale Gioconews.it, avanzata in queste ore all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quale organo regolatore del mercato. Adesso si aspetta la risposta degli organi competenti che prima dovranno sentire il parere di Agcom, l’Autorità garante delle comunicazioni, a cui è stato affidato il compito di far rispettare il divieto di pubblicità e di emettere le sanzioni in caso di violazione delle normative.

Intanto il divieto continua a mietere 'vittime'. L'ultima in ordine di tempo è il poker pro Gabriele 'Galb' Lepore che si è visto chiudere la sua pagina Facebook senza nessun preavviso:

"Io non capisco! In pratica dal lancio del Decreto Dignità non ho scritto più niente. E' quasi 2 mesi che non posto! L'ultima volta avevo scritto qualcosa perché cercavo dei giocatori che volevano essere stakati. Poi il nulla... la verità è che ogni giorno trovi motivi per andare definitivamente via dall'Italia!"

Luigi Di Maio, il promotore del Decreto Dignità
Luigi Di Maio, il promotore del Decreto Dignità


E come dargli torto visto che mentre gli altri paesi europei abbracciano il futuro, noi torniamo indietro di 50 anni con una legge per molti versi è incomprensibile!