Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Lunedì scoro vi abbiamo raccontato i fatti più importanti accaduti nei primi vent’anni di WSOP, dagli anni settanta fino a fine anni ottanta. In questa seconda parte rivivremo gli anni novanta e il primo decennio degli anni duemila, anche detti anni zero.


Gli anni novanta, inizia l'era della globalizzazione e della comunicazione globale - Settimana scorsa c’eravamo lasciati con la vittoria di Phil Hellmuth nella finale WSOP del 1989. Un trionfo ottenuto sconfiggendo nell’heads-up finale Johnny Chan, che per un soffio non riuscì a trionfare per la terza volta consecutiva.

Johnny Chan non riuscirà mai più a vincere per la terza volta il Main Event delle WSOP, eguagliando così il record di Moss e Brunson, d’altronde il numero degli iscritti aumentava sempre di più anno dopo anno. Ripetersi era quasi impossibile. Nemmeno Phil Hellmuth, nonostante abbia collezionato ben 14 braccialetti in carriera, non ha mai più rivinto il Main Event.

Nel 1997 qualcuno però ci riuscì a vincere nuovamente il Main Event. E stiamo parlando del leggendario Stu Ungar (foto sotto), che da anni era andato broke, ma riuscì ugualmente a trovare il modo di poter partecipare a quel Main e di mettere in riga più di trecento iscritti, trionfando così per la terza volta in carriera. Una tripletta decisamente epica, perché mentre Moss e Brunson non hanno mai sfidando più di venti giocatori, Stu Ungar, dopo i circa settanta iscritti battuti nelle prime due vittorie ottenute nel 1980 e 1981, più di dieci anni dopo dovette sconfiggere ben 311 giocatori. Leggenda.

Stu Ungar si portò a casa un primo premio da 1 milione di dollari, così come quasi tutti gli altri vincitori del Main Event delle WSOP giocate durante gli anni novanta. A vincere in quegli anni ricordiamo giocatori noti come Huck Seed, Dan Harrington e Scotty Nguyen.

Stu Ungar
Stu Ungar

Anni zero, il decennio breve per la velocità delle innovazioni - Nel 2000 a trionfare alle WSOP fu Chris Ferguson, che vince 1.500.000 dollari sconfiggendo più di 500 giocatori. Chris, soprannominato Jesus per il suo look, divenne presto un beniamino del pubblico, ma qualche anno dopo, esattamente dieci anni dopo, divenne uno dei giocatori più odiati al mondo, poiché coinvolto nello scandalo Full Tilt, scoppiato dopo l’ormai famoso Black Friday, che nel 2011 colpì il mondo del poker.

Ma torniamo agli anni zero. Dopo la vittoria di Ferguson, arrivarono quelle di Carlos Mortensen, Robert Varkonyi e nel 2003 quella di Chris Moneymaker (foto in copertina). Quest’ultimo trionfo è stato un capitolo importantissimo per il poker, perché a vincere fu un perfetto sconosciuto che si era guadagnato il suo posto al Main Event delle WSOP giocando pochi dollari online. Quella vittoria fu di ispirazione per tanti altri giocatori amatoriali, che sognavano di poter diventare milionari giocando appunto qualche satellite online, e spendendo decisamente meno del buy-in di dieci mila dollari necessario per prendere posto al torneo. Ecco perché la vittoria di Chris è considerata la causa del boom del poker, il cosiddetto “effetto Moneymaker”.

Non a caso, l’anno dopo, nel 2004, gli iscritti furono 2.576, mentre l’anno prima il numero si fermò a 839. E nel 2004 a vincere fu Greg Raymer, anche lui qualificato online, spendendo appena 160 dollari. L’anno dopo vince Joe Hachem, primo e unico australiano ad aver vinto il Main delle WSOP. Nel 2006 toccò invece a Jamie Gold, che incassò un primo premio del valore di 12milioni di dollari, la più alta vincita mai vinta al Main delle WSOP.

Nel 2007 vinse Jerry Yang e nel 2008, per la prima volta a vincere fu un danese, Peter Eastgate, che vinse più di nove milioni dollari battendo poco meno di sette mila iscritti. Ma quest’ultima vittoria la ricordiamo perché fu la prima volta che il tavolo finale del Main Event delle WSOP fu giocato a novembre. Peter fu dunque il primo November Nine campione del mondo di poker. Infine, nel 2009 a vincere fu lo statunitense Joe Cada, che vanta il record di essere il più giovane giocatore ad aver vinto tale evento, a soli 22 anni.