Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Mentre a Las Vegas si continua a giocare per incoronare il campione del mondo di queste WSOP 2017, Max Pescatori ci ha rilasciato alcune dichiarazioni sulle sue World Series, su quelle degli italiani e sulle polemiche nate per il Player of the Year.


Ricordiamo che il pro di Lottomatica, Max Pescatori, in queste WSOP 2017 ha messo a segno 7 ITM, arrivando per tre volte nelle prime nove posizione e piazzato per la prima volta una bandierina nel Main Event. Gli abbiamo dunque subito chiesto di farci un bilancio della sua estate a Las Vegas.

“Allora… le mie WSOP? sono soddisfatto. Fare tre tavoli finali è qualcosa di molto, molto, difficile, e adesso è il terzo anno consecutivo che faccio tre Top 9, e di conseguenza è un record pazzesco. Ovviamente, come sempre, si poteva vincere, ad esempio l’evento HORSE (4° ndr): mi è rimasto un po’ l’amaro in bocca. Ma alla fine… cosa succede: la gente non realizza che quando arrivi al tavolo finale ci sono nove persone, quindi la tua probabilità è matematicamente dell’11 percento. Dunque l’importante è darsi una possibilità. Teoricamente su 9 tavoli finali di Top 9, ne avrei dovuto vincerne uno, invece ne ho vinti due negli ultimi tre anni, quindi sono contento”.

Prima bandierina al Main Event - “Il Main Event è stato certamente… forse… una svolta nella mia carriera di no-limit, perché non avevo più voglia di giocarlo, e ora forse mi sono un po’ riappassionato, grazie anche al tavolo finale nell’evento #33 No-Limit (8° posto ndr), e quindi mi aspetto nelle prossime uscite di giocare no-limit e di divertirmi”.

Dario Sammartino
Dario Sammartino

Capitolo spedizione azzurra a Las Vegas - “WSOP italiani? Sammartino ha fatto benissimo e c’è poco da commentare quando qualcuno vince così tanto dal punto di vista monetario. Gli altri ci hanno provato, ma obiettivamente è quasi una tappa snobbata. Ma capisco che è difficile. Chi vive in Italia si rende conto che devono dare troppo in tasse se vincono qualcosa. Però… in Italia c’è tantissima gente che si vanta di essere Top 5 fra gli italiani e poi… o non vengono o giocano solo il Main Event e basta. Ma se pensi di essere Top 5 (e in Italia ci sono 50 giocatori che pensano di essere Top 5 italiani a no-limit), dovrebbero venire qua e giocare proprio quei tornei da 1,000 - 1,500 dollari, perché con 1700 persone, poi, se anche arrivi alla fine, vinci qualcosa di importante, nonostante ci sono le tasse. E poi, se giochi dieci tornei da 1,500 dollari con quasi 2mila persone, la tua edge è superiore a quella delle tasse, perché toricamente se uno è veramente forte dovrebbe avere un roi del 1.7 o addirittura di 2 su quelli eventi. Dunque perché non venire? Probabilmente tanti italiani dicono di essere forti ma poi in realtà non lo sono, forse. Scelta loro comunque”.

Polemica WSOP Player of the Year - “Per il Player of the Year… guarda, due anni fa hanno cambiato le regole e se c’erano quelle regole prima, avrei vinto io nel 2015 (vinse Mike Gorodinsky, ndr). Ovviamente c’è da parlarne, migliorarle, ma alla fine ci si adatta a quello che c’è. Mi sembra comunque che Chris Ferguson abbai fatto delle WSOP pazzesche, che sono obiettivamente migliori di quello che ha vinto due braccialetti, perché: ha vinto si due braccialetti (David Bach e Nipun Java anno vinto 2 tornei- ndr), ma fatto 4-5 ITM. Ferguson 16 ITM con 2 tavoli finali, con un secondo posto… per me sono migliori queste di World Series. Che poi tutti vogliamo vincere il braccialetto è vero. Ma basta adattarsi al metodo. Troppa polemica non mi è piaciuta. Vedremo l’anno prossimo che succederà”.