Pubblicato il da Stefano "Il Profeta" Scorrano

Oltre agli 1,2 milioni vinti nella sfida con Daniel Negreanu, Doug Polk ha incassato anche più di 3 milioni di dollari in side bet su High Stake Feud e ha parlato del gioco del canadese in un interessante video. Intanto si preparano altre sfide con protagonisti Bill Perkins, Wiktor Malinowski e Stefan Burakov.

 

$1.2 milioni vinti in 25 mila mani ai tavoli contro Daniel Negreanu nella High Stake Feud, ma Doug Polk ha incassato più del doppio con le side-bet. Polk non ha proprio specificato l'ammontare totale delle scommesse che aveva piazzato su se stesso, ma si è lasciato ad una dichiarazione eloquente: “Ho scommesso qualche centinaio di migliaia di dollari su me stesso senza rendermene conto".

Si parla di oltre 3 milioni vinti in Side bet da Polk che sicuramente ha vinto cifre importanti da Rob Yong ma anche da Bill Perkins. Il miliardario americano aveva puntato $ 1 milione su Negreanu alla fine di ottobre, ha anche puntato direttamente $500.000 con Doug Polk scegliendo il canadese. E mezzo milione di dollari in più per Doug Polk che ha quindi incassato un minimo di 3 milioni di dollari contando solo i risultati della sfida e le tre scommesse sopra citate!

Doug Polk ha anche analizzato il gioco di Daniel Negreanu, con qualche complimento dopo tante frecciate. Queste le sue parole sul canadese: "Voglio cominciare dicendo questo: molta gente ha visto Daniel perdere un sacco di buy-in contro di me, e ha pensato che probabilmente non sia così bravo in HU. Io credo davvero che Negreanu abbia giocato eccezionalmente bene per quello che mi aspettavo conoscendo il suo background. L’Heads Up è una disciplina completamente diversa, devi giocare una gran quantità di mani, sei spesso in situazioni difficili, devi aggredire costantemente, saper bilanciare i bluff. Non credo che sia stato propriamente preparato a questo livello di scontri, penso che passare dai tornei live al cash Heads-Up non sia un salto facile da fare, ma penso che abbia giocato eccezionalmente bene per l’esperienza che aveva in questo format. Tutto sommato ho trovato il suo gioco quantomeno solido sotto molti punti di vista".

Polk ha continuato così: "Penso che la cosa che più lo abbia frenato per i primi 2/3 della challenge sia stato il suo gioco troppo conservativo per quanto riguarda essere pronto a giocarsi tutti i soldi. Credo che abbia giocato molto meglio quando si è reso conto che questa cosa gli avrebbe impedito di vincere e ha cominciato a giocare più aggressivamente, mettermi in difficoltà in molti spot. Tutto considerato, il voto che gli darei è un B/B+. Penso che Daniel potrebbe battere chiunque non sia un esperto di HU NL, ma chi gioca questa specialità per lavoro ha edge su di lui. Ha comunque fatto un salto enorme dal suo background di tornei live ed è una cosa che va ammirata".

Il video completo lo trovate qui sotto:

Intanto il successo mediatico di High Stakes Feud stimola molti giocatori ad iniziare delle sfide, su tutti il già citato Bill Perkins che una sfida l'aveva iniziata contro Phil Galfond ma l’ha lasciata praticamente all’inizio. Ora però sembra pronto per una sfida con LandonTice. Non si sanno ancora i parametri della sfida ma la conferma arriva anche da Landon che ha 21 anni ma ha già circa 230mila dollari di vincite totalizzate in carriera. Perkins invece vanta vincite live da 5,4 milioni di dollari.

C'è sa segnalare un altra sfida in partenza, quella tra Wiktor Malinowski e Stefan Burakov che giocheranno 30mila mani al livello 50/100 dollari nella specialità No Limit Hold’em, con un cap da 1 milione di perdita (chi arriverà a quel limite terminerà anticipatamente).

Malinowski avrebbe in ballo tante altre sfide interessanti come quella contro Linus “LLinusLLove” Löliger, un’altra contro Pauli “Filismies” Ayras, e una contro MunEX_StaRR un un coach di Polk. “Non posso andare a Macao per il lockdown e le difficoltà di spostamento e non mi sto godendo affatto l’inverno russo che è davvero ostico quest’anno. Per questo il poker è l’unico passatempo”, ha spiegato l’high roller russo.