Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Altro capitolo dell’oramai noto caso di edge sorting che ha coinvolto Phil Ivey e il Borgata in una lunga battaglia legale. Il casinò vuole indietro i 10 milioni di dollari che il campione statunitense avrebbe vinto con un vantaggio considerato sleale.


Ricordiamo che i fatti risalgono al 2012, quando Phil Ivey e la sua socia al tavolo Cheng Yin Sun vinsero oltre 10 milioni di dollari ai tavoli del baccarat, sfruttando un difetto di fabbricazione delle carte da gioco. Il Casinò Borgata scoperto il trucco iniziò una battaglia legale per riavere i propri soldi e nel 2016 un giudice ha dato ragione loro, purtroppo però la sentenza è arrivata nel 2016, troppo tardi.

Phil Ivey nel frattempo aveva svuotato i propri conti che aveva nello stato del New Jersey e così la casa da gioco ha continuato la sua battagli per farsi restituire i soldi. Le azioni legali sono andata avanti e gli avvocati del campione di poker hanno guadagnato altro tempo sostenendo che per il loro assistito consegnare indietro quei soldi sarebbe stato rovinoso per la sua carriera da giocatore.

Oggi però il Casinò Borgata è partito nuovamente all’attacco e nell’ottobre del 2018 ha presentato una mozione in un tribunale federale, chiudendo di poter andare in cerca dei patrimonio che Phil Ivey possiede nello stato del Nevada.

Il poker pro possiede infatti diversi beni e investimenti, tra cui una lussuosa villa di Cabo San Lucas, nota a tutti poiché Phil Ivey ne ha fatto nella mostra sui social. Vedremo ora che si concluderà quest’altro capitolo di questa storia ormai diventata una saga, che non promette nulla di buono per il campione di poker, che se fosse condannato anche per frode, dovrebbe allora pagare ben 30 milioni di dollari.