Pubblicato il da Redazione

Siamo i tre principali siti di poker in Italia, il nostro compito è quello di informare ogni giorno i giocatori, spronarli a comportamenti responsabili e promuovere il gioco LEGALE ed autorizzato dalle autorità italiane.

 

In questi mesi abbiamo ricevuto il pensiero di diversi giocatori italiani (dagli amatori ai professionisti come Gabriele "Galb" Lepore) delusi dal mancato accesso dell'Italia nel nuovo mercato condiviso del poker online, nonostante gli accordi firmati a Roma nel luglio del 2017.

Abbiamo cercato di sintetizzare le loro testimonianze ed il loro pensiero in poche parole:

Giovani o anziani, esperti o amatori, siamo persone accomunate da un amore: il poker.

Lo abbiamo giocato, seguito, commentato, con sempre in testa un minimo comune denominatore: la passione.

Il poker ci ha insegnato negli anni che bisogna lottare per raggiungere gli obiettivi e che solo con impegno e sacrificio si può trovare la strada giusta. Abbiamo cominciato a giocare gratuitamente per il gusto di divertirci, per imparare. Ci siamo affezionati ai nostri beniamini, abbiamo sottratto loro lezioni di tecnica, carpito segreti, divorato i forum di poker, sgualcito le pagine delle riviste.

Ci siamo impegnati, alcuni diventati bravini, per altri il poker è rimasto un passatempo piacevole, tale lo è tutt’ora per tantissime persone, vincere o perdere fa parte del gioco. Qualche anno fa abbiamo cominciato a sperare di confrontarci con giocatori di nazioni come Francia, Spagna e Portogallo, eravamo tutti eccitati dall’idea di sederci al tavolo contro i migliori giocatori europei, oltre che contro quelli della nostra nazione.
 
Due anni fa sembrava tutto fatto: l’Italia firmò un accordo con quelle tre nazioni, ma, al giorno d’oggi, noi siamo rimasti l’unico paese che non lo ha rispettato, lasciando passare il treno giusto.
 
Un ritardo tanto più grave, anche nei confronti degli altri Paesi firmatari, se si considera che proprio in territorio italiano l'accordo è stato sottoscritto. Le presenze sulle poker room italiane diminuiscono sempre di più, mentre i nostri “cugini” possono giocare tra di loro iscrivendosi a tornei e partite di cash game con un ricambio di persone ancora oggi sorprendente.

Noi non vogliamo giocare sui siti illegali! E non vogliamo più vedere ogni giorno nostri amici giocatori che fanno le valigie ed emigrano all’estero solo perché è l’unico modo per confrontarsi contro i players stranieri. Se succede tutto questo vuol dire che qualcosa non funziona.

Le autorità degli altri Paesi hanno comunicato ufficialmente che il gioco internazionale non ha creato alcun problema e che vengono mantenute tutte le tutele sulla sicurezza, protezione dei minori e controllo del gioco problematico. Insomma: non c'è alcun motivo per restare fuori!

Se l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli finalmente mette in atto l'accordo, il poker online legale può diventare molto migliore, più competitivo rispetto a quello illegale e più divertente per le migliaia di italiani che amano questo gioco. É passato ben più di un anno da quando tutto sembrava fatto, ma quel sogno sembra svanito: come al solito, purtroppo ci siamo abituati, proprio l'Italia è l'unica che è rimasta indietro, fanalino di coda di un gruppetto che procede spedito e che ci aspetterà solo ancora per un po'.

Ecco perché è il momento di farci sentire e di smettere di sognare, ma semplicemente di ottenere quello che era già nostro. Per il bene di tutti, giocatori in primis ma anche per le casse dello Stato, noi VOGLIAMO IL #POKERSENZAFRONTIERE

Il pensiero di un gruppo di appassionati italiani di poker.

La petizione è stata promossa dai portali Assopoker, ItaliaPokerClub e PokerItaliaWeb.

Se anche tu vuoi che l’Italia aderisca alla liquidità condivisa nel poker online europeo firma la nostra petizione! Ricorda... la firma sarà valida solo dopo la conferma del link ricevuto per mail dalla piattaforma change.org.