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In questo articolo scritto da Niccolo' Caramatti il pro di bwin si concentrera' sul concetto di Bluff, perche' usarlo, quando e come conviene far credere di avere un punto che in realta' non abbiamo, e ci spieghera' come ottimizzarlo.
Concetti base
Al contrario di quello che molti giocatori pensano il bluff e’ una “mano” come le altre, semplicemente e’ quello che noi vogliamo rappresentare e quello che il nostro avversario crede; un bravo giocatore infatti, nello stabilire un numero di mani che l’avversario sta giocando, inserira’ sempre una certa percentuale di bluff e questo lo aiutera’ nell’ottimizzare le scelte.
Perche’ si fa un bluff? Logicamente lo si fa per vincere la mano ovvero per far credere all’avversario di avere un punto piu’ forte e costringerlo a fare un fold, quindi lo scopo e’ far foldare mani migliori.
Il bluff e’ una bugia, niente di piu’ di raccontare una storia ed essere bravi nel raccontarla bene abbastanza da essere creduti, qual’e’ la differenza tra una storia di successo e una storia poco credibile? Il modo in cui essa viene costruita e il modo in cui viene raccontata, un pessimo narratore puo’ rovinare un’ottima storia, cosi’ come un’ottima idea di bluff puo’ essere rovinata da un pessimo giocatore che, ad esempio, sbaglia le size dei bet. Quando racconto una storia voglio che questa abbia una trama sensata e un finale altrettanto pensato, allo stesso modo se intendo fare un bluff giocando a NLH devo fare in modo che ci sia una logica nelle azioni prese riepstto al mio avversario e alla mia immagine.
Allo stesso modo la scelta dell’audience e’ importante, sara’ piu’ semplice convincere una persona che un gruppo, quindi e’ molto piu’ semplice gestire il bluff quando si e’ HU rispetto ad un multiway pot in cui troveremo sempre qualcuno disposto a controllare se stiamo realmente dicendo la verita’.
Quindi queste prime riflessioni ci aiutano a selezionare alcuni concetti:
- il Bluff deve far foldare mani migliori;
- Il Bluff deve essere credibile;
- Il Bluff deve essere costruito bene;
- Il Bluff funziona bene contro una persona e perde vigore contro piu’ avversari;
Il Bluff involontario
A volte non ci si rende conto invece che si sta giocando un bluff pensando invece di giocare la propria mano, questo puo’ essere molto pericoloso perche’ si rischiano due situazioni:
1) Perdita di valore da mani inferiori
2) Controbluff da parte di mani inferiori che ci costringono a fare un fold.
Faccio un esempio in cui non e’ importante che io giochi in torneo o cash, diciamo che siamo in una situazione di 100BB di partenza.
IO sono Button con KK e faccio raise 4BB
Mi chiama il Big Blind.
Il flop e’ il seguente: A 5 T
E il Big blind fa check, cosa facciamo?
Certamente possiamo fare un bet perche’ molto probabilmente abbiamo la mano migliore, ma cosi’ facendo, a tutti gli effetti stiamo rappresentando un A o e’ quello che il nostro avversario puo’ pensare; pertanto la nostra mano da KK si e’ trasformata in Ax.
Prendiamo il caso in cui il nostro avversario ci abbia chiamato con una coppia o con un mano come TJ e assumiamo che la sua decisione sia solo RAISE o FOLD per semplificare il ragionamento, in questo caso lui si trovera’ a dover decidere se noi abbiamo veramente un A e in quel caso fare fold o che la nostra sia una continuation bet (avendo noi fatto raise da late position) e che la sua coppia a quel punto sia avanti; in questo secondo caso noi saremo di fronte a un check/raise fatto dall’avversario con un A in tavola e, salvo intuizioni particolari, costretti a fare fold a nostra volta.
In questo esempio il nostro KK e’ diventato un bluff quando invece, giocato diversamente, avrebbe avuto un fortissimo valore a show down contro coppie minori.
Come costruire un bluff
Come detto in precedenza, un bluff di successo deve seguire alcune linee guida che sono quelle elencate nel primo paragrafo, ma come metterle in atto?
Perche’ il bluff sia credibile deve essere sempre ben pensato e costruito con una logica, l’errore piu’ tipico e’ quello del “bluff della speranza” ovvero il giocatore che gioca passivo preflop, flop e turn e poi decide di fare il grosso bet al river quando nessuna carta lo ha aiutato; questo e’ il piu’ classico errore perche’ se un avversario ha deciso di fare bet su tre strade e al river non c’e’ stata nessuna carta che ha chiuso un ovvio progetto difficilmente lascera’ andare la mano e il nostro bluff nel lungo termine ci costera’ tantissimo.
Se nel poker la posizione e’ un fattore di primaria importanza, per costruire un buon bluff questo viene ancora piu’ esaltato, infatti sara’ molto piu’ semplice far credere ad un avversario di avere una determinata mano dopo aver osservato la sua azione di gioco, un esempio:
100BB iniziali
MID position e’ un giocatore tight e fa raise 3BB
Noi chiamiamo dal Button con 55
Flop viene As Ts 4h pot 7.5BB
MID fa un bet di 5BB e noi decidiamo di chiamare non con la speranza che il nostro 55 sia migliore ma a questo punto bluffando un flush o uno straight draw.
Turn 7s
MID fara’ un ulteriore bet di 10BB, a questo punto sia facendo un call che un raise possiamo far credere all’avversario di aver colpito il flush draw e molto probabilmente lascera’ andare la sua Top Pair al river.
Pertanto il concetto importante e’ quello di giocare la mano ESATTAMENTE come l’avremmo giocata se avessi avuto, ad esempio KhQh, attenzione a non cercare di bluffare una “calling station” che non e’ in grado di fare fold con Top Pair.
Con questi esempio abbiamo ricavato altri due concetti:
- Il Bluff ha molte piu’ possibilità di successo se giocato in posizione;
- La selezione dell’avversario e’ fondamentale.
Concetti avanzati
In precedenza ho spiegato come a volte un giocatore si trova, involontariamente, a bluffare (come nel caso di KK con A al flop), spesso pero’, anche con mani che hanno valore a showdown, e’ piu’ profittevole bluffare in caso di flop simili.
Ad esempio:
Nella stessa situazione, al posto di KK io ho fatto raise dal Button con 77 e il BB ha fatto call, il flop e’ lo stesso A 5 T senza progetti di colore e il BB fa check.
In questo caso e’ corretto fare un bet perche’ abbiamo interesse a far credere di avere in mano un A in modo da far foldare tantissime mani superiori alla nostra come KT/QT/JT/88/99 che sono sicuramente tra le mani possibili con cui ci puo’ aver chiamato preflop.
E’ vero che il mio 77 ha anch’esso valore a show down ma e’ decisamente molto piu’ vulnerabile rispetto a KK e difficilmente riuscirei ad estrarre valore da mani come 66 o KQ.
Nell’esempio, il nostro avversario si troverebbe molto in difficoltà a chiamare un bet con mid pair e se anche lo facesse potremmo continuare nel nostro bluff al turn con grandi probabilità di successo.
C’e’ una differenza importante quando si decide di fare un bluff se si sta giocando un torneo o se si sta giocando cash: la differenza lampante sta nel fatto che il cash permette il rebuy, mentre il torneo no, questo ha implicazioni ovvie sia per chi costruisce il bluff che per chi lo fattorizza nella decisione di call.
Questo quindi permette di fare un ulteriore selezione nei giocatori, ovvero nei tornei mirare coloro che hanno una maggiore propensione a “rimanere in vita” rispetto a quelli piu’ disposti a rischiare per aumentare lo stack.
Vale infatti l’opposto, un bluff sbagliato puo’ costare un intero torneo, bisogna quindi considerare quanto, in termini di $ puo’ costare un bluff sbagliato e ponderare questo nella scelta (sbagliare a due tavoli dalla fine di un grande torneo MTT e’ diverso che farlo a meta’ quando non si e’ ancora entrati nella zona premio).
Valutare sempre gli stack dell’avversario ed essere certi che ci sia possibilità di un fold (Folding Equity), uno short stack infatti sara’ piu’ propenso a chiamare anche con una mano inferiore perche’ ormai “committed” al pot; come sempre questo vale anche per il nostro stack che deve sempre avere la forza di spaventare l’avversario.
Niccolo Caramatti
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