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Il Deal (accordo) e' una pratica molto diffusa nel mondo del poker, specie nei grandi tornei live. Quando si fa un deal significa che tutti i giocatori si accordano per "spalmare" o dividere diversamente i premi. Ma quando conviene fare un deal ?
Iniziamo da principio: il Deal e' un accordo per spalmare o dividere i premi di un determinato torneo in modo diverso da quello prestabilito dal payout ufficiale. I deal sono ammessi e possono essere fatti in vari modi e proposti dai giocatori stessi. Tutti i players devono essere al corrente del deal e l' azione non deve chiaramente danneggiare nessuno.
Altro punto fondamentale e' che i deal, per essere validi, devono essere accettati da tutti i giocatori, non serve una maggioranza. Fra 10 persone basta una non d' accordo per far saltare il tutto.
Contrariamente a quanto si pensa, il deal e' una pratica diffusa in tutto il mondo, dai tornei piu' piccoli agli eventi enormi e non e' un modo di fare solo italiano. Anche negli EPT vengono spesso fatti dei deal privati fra giocatori, l' unica cosa e' che vengono tenuti segreti. Per esempio non tutti sanno che durante l' EPT di Praga vinto da Bonavena su Di Cicco i due fecero un discreto deal prima di giocarsi l' heads up finale.
Una tipica usanza italiana (a mio avviso sbagliatissima) non e' quella del deal sui premi ma del deal in zona bolla. In pratica spesso ci si ritrova a pagare piu' posizioni a premio rispetto a quelle stabilite. Se per esempio siamo in 22 players left e a premio ne vanno 20, molte volte si tende ad allungare i premi minori fino al 21esimo e 22esimo.
Di fatto si salta a piedi pari una fase importante come la zona bolla e non per niente molti pro sono spesso ostili verso questi tipi di accordi mentre sono piu' avvezzi a spalmare un po' i premi del final table per renderli piu' vicini d' importo fra loro. In Europa e nei grandi tornei mondiali e' raro vedere un deal in bolla che allunga i posti ITM.
Perche fare un deal ?
- Strutture Payout troppo verticali:
Diverse volte ci ritroveremo ad assistere a profonde differenze nei premi al final table con una prima moneta da €50,000 e un quinto posto da €3,000 per esempio. In questi casi molto spesso si decide di aumentare i premi piu' bassi livellando quelli piu' alti. A volte i deal non si compiono perche' si arriva in situazione con un super chipleader e qualche avversario molto corto e la cosa diventa ovviamente improponibile ed inattuabile.
-Strutture di gioco inadeguate:
Capita anche che sia lo stesso chipleader a richiedere un deal. Sembra strano ma e' proprio cosi'. In certe strutture deficitarie si arriva a giocare le ultime fasi di un final table con un M4 e con un chipleader a cui basta sbagliare un raise standard per farlo tornare shortstack.
Quando si arriva a questo punto nessuno vuole giocarsi premi importanti alla carta alta e quindi spalmare il grosso dei premi in parti uguali (o quasi, sempre in base allo stack) per poi giocarsi il rimanente e' pratica diffusa. Immaginiamo un torneo che arriva alle fasi finali con bui altissimi rispetto agli stack, 3 giocatori in corsa e un prizepool da €100,000.
Molto spesso, per esempio, potremo vedere un deal alla pari (o quasi) per €90,000 da spartire ai tre e €10,000 che vengono lasciati da giocare (per il vincitore). In questo caso i giocatori non sono da biasimare, vi giochereste €30,000 in un colpo a testa o croce ? Probabilmente no.
-Giocatori piu' forti al tavolo:
Capire che al tavolo siamo i giocatori con meno chance di vittoria non e' un male. Proporre o cercare un deal in un tavolo finale di professionisti e' una mossa saggia e intelligente e non un atto codardo. Ovviamente dobbiamo essere in posizione di vantaggio per provare un deal con certi professionisti ma se capiamo di essere inferiori non e' un male proporre un accordo anche da chipleader (sempre che il nostro vantaggio sia contenuto e non enorme e sempre che non ci siano giocatori super short).
I deal quindi sono totalmente diversi fra loro. Possono essere fatti matematicamente contando gli stack di ogni players coinvolto e dando un valore ad ogni singola chips in relazione al montepremi per avere indietro esattamente quello che ci spetta in base allo stack che abbiamo in quel momento. Questo tipo di deal e' fatto quando abbiamo situazioni di stallo e con giocatori quasi alla pari in stack (o comunque non troppo distanti perche' se no perderebbe il senso).
Ultimamente il deal e' arrivato anche nel poker online e sempre piu' sale da gioco (fra queste la famosa Full Tilt Poker ma anche Partypoker.it) permettono di proporre in qualsiasi momento un deal agli altri avversari. In questo caso i deal vengono fatti con il metodo sopra citato del calcolo di ogni singolo stack.
In definitiva ragionate bene prima di fare un deal, ogni situazione nel poker fa capo a se', ci saranno momenti in cui la proposta del deal sara' la cosa piu' saggia che potete fare (anche se siete in momentaneo vantaggio) mentre ci saranno momenti in cui accettare un deal diventa una mossa -EV. Chi ha poca esperienza nel live tende a farsi prendere dentro dalla massa che vuole il deal o piu' posizione a premio. Se siete convinti che questa mossa sia per voi uno svantaggio, a costo di risultare poco simpatici, rifiutate accordi, giocate per voi non per gli altri.
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Scritto da Stefano "gurupoker" Guerri
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