Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

vito_planeta_winga_poker.jpgNuovo appuntamento settimanale con i consigli di Vito Planeta su come affrontare al meglio i tornei di poker online. Continua il viaggio nel mondo degli MTT con uno dei giocatori del Team Pro della poker room Winga Poker.

 

 


- Articolo precedente -

Continuiamo con l’analisi di spot specifici, e vediamo il medesimo spot dello scorso post con differente board. Non ripeterò la situazione stack/BB/fase torneo, quindi se non lo avete fatto consultate il post n° 21 prima di proseguire la lettura.

HERO 2-2.POT = 630 3 way e siamo fuori posizione su tutti e 2 gli avversari.

 

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Hero gioca con 2-2

 

Flop: J-2-T... HERO?

Qui le possibili linee di gioco variano rispetto alla situazione analizzata del post precedente. Abbiamo floppato “alla grande”, un set, ma il flop non è affatto “dry”come nell’esempio del post n° 21 ma è decisamente “drawy”. Ciò ha svariate implicazioni; le principali sono:

1) Dobbiamo proteggere maggiormente la nostra mano, in particolare essendo “3way” e non heads hup, imponendo agli avversari che vogliano “comprare” le street successive il massimo “prezzo” possibile

2) Se i nostri avversari NON si trovano in draw (di colore e/o di scala) moltissime carte sulle streets seguenti raffredderanno l’azione; quindi dobbiamo cercare di ingrossare il piatto immediatamente

3) Lo spettro di mani che giustificano un’azione particolarmente aggressiva da parte nostra è molto più ampio, e comprendono mani come progetti di colore, di scala o “combo draw”. Ciò implica che, in particolare se al turn apparirà una carta “bianca” come 3, possiamo prevedere che il nostro avversario in possesso di una overpair (o di una two pair/una TPTK) possa giocarla molto aggressivamente con l’intenzione di non dare odds favorevoli ad un eventuale draw.

Potrei ancora continuare, ma già questi 3 aspetti sono sufficienti per definire la linea di gioco. Io suggerisco di donkbettare al flop. Una bet standard intorno a 450.  Per quanto in un pot 3bettato questa linea sia piuttosto anomala (e criticabile) a mio modo di vedere è la più efficace. Se raisati, dovremo valutare (dalla size e dalle info che abbiamo sull’oppo) se soltanto flattare o andare allin.

Tendenzialmente, un raise ad una donkbet su questo board dovrebbe manifestare l’intenzione di andare immediatamente ai resti. Intenzione che noi asseconderemo volentieri!
Se flattati, la nostra mossa successiva dipende molto dalla carta al turn. In generale, se flattati dal 3better dobbiamo essere più inclini a metterlo su un punto fatto (TP, overpair o addiritura overset), se flattati dal preflop caller su un draw.

Quindi, su una “bianca” betteremo pesantemente contro il caller (se abbiamo informazioni che sia una station potremo anche overpottare); sul 3better, potremo tentare una via più “tricky”: donkbettare ancora, ma con una size particolarmente bassa (.p. es.: 550 su pot 1.530). Molto spesso il nostro avversario leggerà questa size come il tentativo di vedere il river a buon mercato (in draw) e a questo punto overplayerà la sua mano (addirittura potrebbe provare a portare a casa il pot anche con 99 o gutshot + overcard). Questa linea è perdente solo contro un avversario in draw che abbia giocato con grande (troppa) prudenza.

 

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Uno dei tavoli di poker online della poker room Winga Poker

 

Se il turn è una “scary” (il massimo è Q di quadri, ma anche 9 di quadri, qualunque quadri, qualunque 9 o Q ed altre ancora), anche qui dovremo agire diversamente vs il 3better o il flatter. In linea generale, per quanto la nostra equity sia precipitata, non dobbiamo essere troppo pavidi, specialmente contro il 3better. Solo, dobbiamo avere in mente che se overbettiamo a testa bassa su Q di quadri al turn faremo passare tutte le mani che battiamo e verremo chiamati/raisati dalle mani che ci battono. In generale, fermo restando che ogni singola carta e ogni diverso oppo (più o meno skillato, più o meno aggressivo etc.) rendono uno spot del genere unico, la scelta è tra checkare (per chiamare) e donkbettare sempre abbastanza “small”.

Le combinazioni turn+river sono davvero troppe per essere analizzate. È chiaro che su un board J-2-T-Q-A la nostra mano non batte quasi più nulla, così come al contrario  J-2-T-8-8 con tre quadri è una straordinaria opportunità di “stackare” l’avversario che abbia chiuso il suo draw o di estrarre discreto valore da un’overpair. Concludo dicendo che ovviamente nel range del nostro avversario c’è anche l’overset (JJJ TTT); ma dobbiamo considerarlo come un “incerto del mestiere”; nessun rimpianto ad andare broke con bottom set su flop drawy, anche a livelli di BB molto bassi. Almeno, questo è il mio modesto parere.

 

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Il pro della poker room Winga Poker Vito Planeta

 

Nel prossimo post continueremo ad analizzare questo spot per un’ultima volta, poi ne vedremo di altri. A presto, stay tuned!

Vito “Invernomut0” Planeta

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