Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

Nel 2016 un incendio doloso ha distrutto un edificio di Brooklyn, e oggi, a distanza di quasi un anno, il Governo statunitense ha stabilito che le fiamme sono state appiccate per distruggere una poker room illegale, gestita da un clan rivale.


Dopo un anno pare archiviato il caso dell’incendio scoppiato lo scorso anno a Brooklyn, distruggendo un intero edificio. Le autorità statunitensi hanno scoperto che ad appiccare le fiamme è stata un'organizzazione criminale dell'Europa orientale, che voleva bruciare la poker room clandestina di un clan rivale.

Secondo quanto scritto nel report della ricostruzione dei fatti di quel 2 maggio 2016, nelle prime ore del mattino più di un soggetto hanno innescato le fiamme all’edificio, con l’obiettivo di colpire la poker room clandestina sita al piano terra del palazzo, dove tra l’altro era in corso una partita.

E per fortuna, nonostante la gravità della situazione, non ci sono state vittime, solo sette feriti, cinque pompieri e due residenti dell’edificio. In manette sono poi finite sei persone, cinque sono ora in carcere, mentre l’ultima resta tuttora latitante.

Le accuse mosse contro quattro dei sei arrestati sono di incendio doloso, mentre altri due incriminati sono accusati per mafia. L’incendio all’edificio situato al 2220 Voorhies Avenue di Brooklyn, è stato infatti appiccato perché faceva concorrenza alla loro poker room illegale di Coney Island Avenue.

Tra i vari capi di imputazione rivolti ai danni degli arrestati ci sono anche quelli per racket, estorsione e operazioni con armi da fuoco illegali. Gli uomini, tutti di età compresa tra i 28 e 39 anni, rischiano più di dieci anni di prigione a testa.