Pubblicato il da Giuseppe "Pidduv" Messineo

I bravissimi coach della PokerItalia School, la scuola di poker online lanciata da PIW, ci parlano di slow-play e di come incrementare le vincite sfruttando anche l’aggressività degli avversari al tavolo.


Lo slow-play
consiste nel passaggio repentino da un approccio aggressivo verso quello metodico. L’obiettivo è giocare la nostra mano come se non avessimo legato, fingere debolezza, infatti, incoraggia le puntate di altri giocatori al tavolo, i quali costruiranno il piatto per noi. E' un modo relativamente semplice per costruire un piatto quando un giocatore è loose aggressive o tende a overplayare mani con valore intermedio.

Il modo per rappresentare debolezza è quello di check/callare, ma andrà bilanciato con la nostra immagine al tavolo, perchè qualsiasi giocatore comprenderà in modo veloce se siamo giocatori inclini ad abusare dello slowplay e tenderà a checkare dietro nel futuro. Uno dei punti fondamentali della strategia di giocare una mano forte in modo remissivo è quello di comprendere la situazione specifica in cui attuarla, quindi non sarà importante solo un avversario, ma anche il numero di avversari coinvolti e il board.

In via definitiva, lo slowplay non dovrebbe verificarsi quasi mai pre-flop, salvo in quelle situazioni in cui si è sicuri di chiudere l’azione ed essere in situazioni HU contro giocatori LAG. Viceversa, esiste un rischio concreto che si crei un multi-way pot in cui le probabilità di qualsiasi starting hand calano bruscamente. Appurato che il flop sarà la street dove attueremo o pianificheremo la gran parte degli slowplay, cerchiamo di capire dove è possibile.

Quando floppiamo un trips e non sono presenti progetti di scala o colore sul board, sarebbe ottimale giocare in slow-play da qualsiasi posizione contro uno o due avversari. Se floppiamo una scala o un colore forte o, meglio ancora, un full, è possibile slowplayare anche in situazioni in cui ci si trova costantemente in 3-way pot, ma non si dovrebbe mai slowplayare contro più di 2 avversari, perchè ci si espone alla difficoltà di lettura sulle strade successive e soprattutto perchè si perde valore nell’immediato: più cresce il numero di avversari coinvolti e maggiore è la probabilità che qualcuno possa pagare da subito una puntata, evitare di puntare sarebbe un errore.

Ci saranno molte occasioni in cui si potrà slowplayare al flop per ottenere una puntata del tuo avversario, ma dovreste essere pronti a difendere la mano al turn quando scende una carta pericolosa che aggiunge equity a una vasta gamma di holding cards dell’avversario. Il più grande rischio dello slow-play non è solo quello di perdere il piatto, ma anche quello di perdere una valanga di chips/denaro quelle volte che l’avversario pescherà un  runner runner illegibile a causa della dinamica che abbiamo creato mettendoci in attesa.