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Quando perdiamo ai tavoli da poker, dovrebbe sorgere spontanea una domanda: stiamo attraversando un periodo sfortunato o stiamo semplicemente giocando male? Ed Miller vi direbbe che entrambe le risposte di solito sono corrette...


La maggior parte dei giocatori di poker, quando perde soldi al tavolo o non raggiunge risultati nei tornei, è sempre pronto a maledire la dea bendata, a prendersela con chiunque tranne che con il proprio gioco. La prima cosa che un giocatore serio dovrebbe fare quando perde a poker è chiedersi: sono particolarmente sfortunato in questo periodo oppure sto giocando male? In un interessante articolo Ed Miller, apprezzato professionista e anche coach, prova a fare chiarezza su questo dilemma.


Miller descrive così la tipica, frustrante situazione che ogni giocatore ha vissuto almeno una volta: "Non te ne va dritta una. Ogni volta che punti al turn, vieni rilanciato, Ogni volta che bluffi, ti chiamano. Sappiamo tutti che la varianza può influire nel breve termine se giochi al NL Hold'em, ma non riuscire a fare una sessione decente è demoralizzante. Certe run possono mettere in crisi giocatori con anni di esperienza.

Ed Miller

Quindi la domanda nasce spontanea: sto runnando male o giocando male? Solitamente entrambe le risposte sono corrette. Quando tutto ti va storto, è normale e umano che il tuo gioco ne risenta. Un bravo giocatore deve cercare di limitare questo fenomeno e correggere la propria strategia.


Non bisogna focalizzarsi su singole mani, ma su una strategia più generica. Bisogna concentrarsi anche sul gioco degli avversari, capire i loro errori e sfruttarli senza dare vantaggi. Non basta ripetere la regola del 'chiudere grossi punti e farsi pagare'. La cosa più importante è essere sempre pronti a metter in dubbio la propria condotta, modificando in caso di necessità la strategia al tavolo in base alle risposte degli avversari.


Una cosa di ricordare è che non siamo dei robot. È impossibile giocare sempre al massimo delle nostre possibilità. Prima o poi commettiamo degli errori ed è importante ammetterli, riconoscerli e correggerli. L'emotività spesso distorce la realtà di quello che vediamo al tavolo. Quando ci va tutto bene ci sembra per esempio che i progetti siano facilissimi da chiudere, quando ci va male è il contrario.


Tutto ciò è difficile da prevenire, ma quando accade dobbiamo rallentare, magari abbreviare le sessioni per analizzare poi meglio il nostro gioco. Fate cose semplici e vedrete che i vostri risultati miglioreranno"



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