Pubblicato il da Francesco "Straydog" Healy

zamboniIl coach di PIW e pro del Team Winga Poker, Alessandro Zamboni, nel suo ultimo articolo ci introduce alla scoperta e al corretto utilizzo di uno dei programmi più usati nel poker online, l’uso dell’HUD in “Holdem Manager”. 

Sul suo blog personale che aggiorna con regolarità sul sito ufficiale di Winga Poker, Alessandro "Zambo19O3" Zamboni ha postato la prima parte di una serie di articoli che tratteranno l’utilizzo della funzione HUD del software Holdem Manager.

L’uso dell’HUD in Holdem Manager (prima parte)

Il termine HUD, acronimo di “Heads Up Display” (visore a testa alta), e derivato dal medesimo termine in uso nell’aviazione, è normalmente usato nel mondo dei videogames per indicare le informazioni costantemente visibili in sovraimpressione durante il gioco.


zamboni

Alessandro Zamboni


Tra le tante funzioni di Holdem Manager, software che memorizza tutte le mani giocate da noi e dai nostri avversari in un database da cui sarà poi possibile estrapolare dati di ogni genere per l’analisi del nostro e del loro gioco, c’è anche la possibilità di avere un HUD in sovraimpressione sui tavoli che stiamo giocando rendendoci visibili in tempo reale le statistiche dei nostri avversari e permettendoci quindi di avere qualche arma in più per decidere quale strategia adottare in base a chi ci troviamo davanti.

Tuttavia, orientarsi tra le infinite statistiche che Holdem Manager ci permetterebbe di visualizzare, non è ne’ semplice ne’ immediato, così come non lo è poi “leggere correttamente” queste statistiche ed agire di conseguenza. In effetti, ogni tanto si dice che le statistiche siano come il “bikini”: mostrano molto ma coprono l’essenziale :-)

Le statistiche che ho scelto di inserire nella personalizzazione del mio HUD si sviluppano su tre righe. Proviamo in questo e nei prossimi articoli a discutere dei dati riportati su ciascuna di queste righe e del come, nella maggior parte dei casi, possono essere utilizzati anche se, come vedremo, una “lettura” corretta non viene mai effettuata sul “singolo dato” ma sull’incrocio di più dati.


alessandro zamboni

"Zambo1903"


La mia “prima riga” è abbastanza standard, quasi sicuramente uguale (o estremamente simile) alla “prima riga” di ogni altro HUD. Le voci che vi sono riportate sono, nell’ordine:

VPIP

Preflop Raise

3-Bet

Aggression Factor

Number of Hands


VPIP: acronimo di “Voluntary Put In Pot” indica la % di volte in cui il giocatore ha volontariamente messo dei soldi nel piatto e ci fornisce, ovviamente la prima indicazione sullo stile di gioco del nostro avversario. Una percentuale inferiore al 12%/13% indica un giocatore senza dubbio “tight”, che gioca pochissime mani, e quasi tutte di qualità. Nei “Sit&Go” quasi tutti i regular hanno percentuali di questo tipo nei primi livelli di bui, essenzialmente quando ci sono ancora più di sei player ancora in gioco. Saranno questi dei giocatori poco propensi a rispondere ai nostri rilanci nelle prime fasi del sit e se, questa propensione fosse confermata anche da altre statistiche dell’HUD possiamo senz’altro effettuare dei raise un po’ più “spensierati” sui loro bui. Quando invece il VPIP arriva a cifre alte (oltre il 35%, ma a volte anche ad improbabili 50% o più) ci troviamo di fronte a tutto un altro tipo di giocatori, quasi certamente un giocatore poco abile ed esperto. Contro questi giocatori lo “steal” a bui bassi non è certamente profittevole dato che avrà poche possibilità di successo, ma allo stesso tempo possiamo comunque rilanciare sui loro bui con un buon range di mani sapendo che verremo molto spesso chiamati, ma altrettanto spesso, da mani inferiori alla nostra. Per scegliere con quali mani effettuare questi rilanci e soprattutto che tipo di strategia adottare postflop dovremo comunque rifarci ad altre statistiche dell’HUD che vedremo nelle prossime settimane.

PREFLOP RAISE: indica la % di volte che il giocatore, su un piatto non aperto, vi è entrato attraverso un rilancio. E’ un primo indicatore dell’aggressività del nostro avversario, soprattutto se confrontiamo questa statisticha con il VPIP. E’ infatti molto importante vedere la “differenza” tra VPIP e PREFLOP RAISE. Se queste statistiche sono molto simili (ad esempio 13/11, oppure 23/21 ecc…) ci troviamo di fronte ad un giocatore difficilmente passivo (indicazione da confermare con ulteriori voci dell’HUD), che entra nel piatto quasi esclusivamente rilanciando e che più propensoad una strategia “raise/fold” piuttosto che ad una di tipo “call”. Al contrario, una combinazione VPIP/PFR del tipo 40/8 è un primo indicatore di estrema passività, di un giocatore che si infila in molti piatti, ma senza mai prendere l’iniziativa. Per capire come giocarci contro dovremo cercare di vedere, attraverso le altre statistiche, dove lo porta, solitamente questa passività: sarà passivo fino al river arrivando spesso allo showdown con continui “call” rendendo inefficace ogni nostro bluff o, al contrario, ama vedere quasi ogni flop per poi arrendersi a meno di non floppare qualcosa di veramente forte?


holdem manager

Holdem Manager


3BET: indica la % di volte che il giocatore, trovandosi a parlare dopo un rilancio, effettuerà un controrilancio. E’ un altro indicatore di aggressività ed è bene controllare la statistica delle “3bet” dei giocatori alla nostra sinistra, prima di effettuare un rilancio. Avere tanti giocatori dalla “3bet facile” che parleranno dopo di noi ci dice che dovremo andarci piano con i rilanci in “puro furto” a meno che non si voglia sfruttare questa loro indole, per “4bettarli” in bluff. E’ ovviamente una strategia percorribile, l’importante è non cadere dalle nuvole quando vedremo che il nostro raise da bottone viene controrilanciato da un giocatore che ha il 23% di 3bet, e che quindi non è una buona idea aprire mani di medio/dubbio valore se non siamo disposti a chiamare un ulteriore rilancio o a contro-rilanciare a nostra volta. Lasciamo più spesso perdere qualche furto e attendiamo mani di buon valore sapendo che molto probabilmente riceveremo azione da mani inferiori.

AGGRESSION FACTOR: è ovviamente l’indicatore di aggressività per eccellenza, e tiene conto dell’indole del giocatore sia preflop che postflop. La stragrande maggioranza dei giocatori ha un “aggression factor” compreso tra il 2 e il 3. Giocatori con 0 e 1 sono, in genere, poco aggressivi e se uno di loro dovesse rilanciarci al turn o al river, potremo molto spesso buttare via la nostra “top pair top kicker” e, a seconda del board, anche punti estremamente più alti sapendo che molto probabilmente stiamo facendo la cosa giusta. Al contrario, degli “aggression factor” più alti (5, 6 o più) possono portarci a fare qualche “hero call” al river, anche su board particolarmente pericolosi con la consapevolezza che anche un semplice “asso alta” può fruttarci degli ottimi piatti data l’alta propensione al bluff del nostro avversario.

NUMBER OF HANDS: è fondamentalmente la base di ogni statistica, e cioè l’ampiezza del campione. Indica quante mani di questo giocatore sono contenute nel nostro database e, di conseguenza, è un indicatore dell’affidabilità dei dati in nostro possesso. Per alcune voci (VPIP e PFR) sono sufficienti pochissime mani perchè le statistiche si assestino su valori ragionevolmente vicini alla realtà, ma per altre più specifiche il non avere un numero di mani abbastanza elevato ci può portare a fare scelte pericolosamente negative. E’ sempre bene avere questa voce ben visibile nel nostro HUD e pesare ogni altra voce con questa prima di effettuare scelte “non standard”.

Dal blog di Alessandro “Zambo19O3” Zamboni


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