Pubblicato il da Tiberio "Boss" Redaelli

E come sempre succede in Italia, quando si arriva ad un passo dalla meta, in questo caso la liquidità condivisa, obiettivo primario per il rilancio del poker online, iniziano a muoversi tutti, come se il problema maggiore che l'Italia deve affrontare nel corso di questo fine anno 2017, fosse l'apertura del mercato del gioco online da nazionale a condiviso.

Ho deciso di scrivere questo editoriale dedicato al gioco online e alla liquidità condivisa, dopo aver letto tanti articoli pubblicati qui su PokerItaliaWeb, ma anche su altri organi di stampa, favorevoli o contrari al progetto che prevede l'apertuta del mercato del gioco online in Italia, passando da una liquidità chiusa ad una liquidità condivisa tra il nostro paese, la Spagna, il Portogallo e la Francia.

Sono mesi che si parla di questa possibilità, sono stati organizzati convegni, stilata una bozza di accordo, ecc... in Francia e Spagna sono già partiti per far diventare questo progetto realtà e anche in Italia sembrava tutto pronto. Ma come succede sempre nel nostro paese quando si è ad un passo dalla meta... si scatena la parte contraria.

Che il mercato del poker online in Italia sia in crisi lo sappiamo tutti, sopratutto noi che ogni giorno scriviamo di poke. Lo sanno ancora meglio i giocatori di poker online italiani, che in molti casi si sono dovuti trasferire all'estero per poter continuare a giocare a poker nelle sale .com, molto più frequentate delle sale .it, ma sembra che non lo sappiano i nostri politici, o una parte di essa, che invece vede l'apertura del mercato con altri tre stati europei regolamentati come il male di tutti i mali.

Il poker online se vuole continuare ad essere un gioco appetibile, ha bisogno urgentemente dell'apertura del mercato non solo a Francia, Spagna, Portogallo e Italia, ma a tutte le nazioni Europee che hanno regolamentato il gioco online e che seguono scupolosamente tutte le procedure e le norme contro il contrasto del riciclaggio e della ludopatia.

Affermare che l'apertura del mercato italiano da nazionale a condiviso, non porterà vantaggi, ma anzi creerà solo problemi, secondo me è sbagliato. E' infatti innegabile pensare che l'apertura ad una platea più ampia di giocatori aiuterà enormemente la crescita del poker cash game, specialità che sopratutto in Italia dopo un boom iniziale subisce mese dopo mese una forte erosione di giocatori, ma anche nelle altre specialità e nei tornei che potranno beneficiare di montepremi più ricchi e palinsesti sempre più ampi.

Siamo ad un passo dalla meta, speriamo solo che la liquidità non rimanga un miraggio per noi e che diventi realtà per tutte le altre nazioni europee.