Tassabili le vincite sul gioco estero, si sapeva, ma la pubblica denuncia del pro Carlo Braccini di un richiamo della GdF sulle vincite nei tornei live all’estero apre il dibattito: il PPP deve essere una professione riconosciuta?
Tassabili le vincite sul gioco estero, si sapeva, ma la pubblica denuncia del pro Carlo Braccini di un richiamo della GdF sulle vincite nei tornei live all’estero apre il dibattito: il PPP deve essere una professione riconosciuta?
Tassabili le vincite sul gioco estero, si sapeva, ma la pubblica denuncia del pro Carlo Braccini di un richiamo della GdF sulle vincite nei tornei live all’estero apre il dibattito: il PPP deve essere una professione riconosciuta?
L’argomento è particolarmente spinoso. Da mesi parliamo delle famose tassazioni sulle vincite estere (casinò live esteri o pokerroom.com online) ma oggi il caso e il dibattito esplodono. Il noto pro italiano Carlo “Gubbio60” Braccini (ma anche altri) ha denunciato pubblicamente sul suo profilo Facebook e sul FORUM PIW (leggi QUI!) di aver avuto un richiamo dalla Guardia di Finanza su un Avvio di verifica fiscale. Queste le sue stesse parole sul forum:

“Oggi mi è stata notificata da parte della Guardia di Finanza un avviso per un indagine fiscale sui redditi conseguiti in Italia O all’estero sulle vincite al gioco..chiaramente mi trovo spiazzato, perchè considero le vincite live gia’ tassate…se qualcuno c’è gia’passato (spero di non essere il primo in Italia) gradirei sapere come è andata e come comportarmi!!..grazie Considerato che loro hanno come fonte dati su internet(bandierine etc.),che comunque per la maggior parte provengono da casino’ italiani e che non corrispondono quasi mai alla vera entità della somma vinta…anni dal 2006 al 2009. Il 30*03*2011 alle ore 9 mi devo presentare con dei moduli che mi hanno dato da riempire..”
Come possiamo ben capire la situazione è abbastanza delicata e su Facebook molti altri pro hanno detto la loro. Già, proprio Facebook, il social network che da oggi diventa strumento per perseguire chi evade le tasse come riportato dal Sole 24 Ore e come discusso sul Forum PIW (leggi QUI!).
Focalizzandoci sul semplice live per ora (senza tirare in ballo le vincite on-line) dobbiamo pensare a quanto possano essere penalizzati i giocatori di Poker. Da quanto si legge sul caso Gubbio60, il tutto nasce dalle famose “bandierine” di Hendon Mob con relativi premi su diversi tornei all’estero che vanno dichiarati e su cui vanno pagate le tasse.
Peccato che bandierine e premi finali riportati da HM o da altri siti specializzati molto spesso non corrispondono ai reali soldi vinti e non detraggono i buy-in spesi per giocare. Molto spesso infatti i tornei si concludono con accordi tra i giocatori rimasti (deal) per spalmare un pò i premi ma poi nei siti di informazione vengono riportati comunque i premi originali (su stessa richiesta degli organizzatori in quanto i deal sono privati).
Anche il discorso quote è un fattore importante. E’ infatti pratica comune scambiarsi o vendere quote % di tornei fra i Pro ed è così che spesso su una vincita che risulta tutta a incassata dal giocatore in questione viene spartito un 10%, 20% o 30% (a seconda dell’ accordo) con i quotisti. Anche un inesperto di queste cose capisce che tassare i premi sulle basi di Hendon Mob è una cose infinitamente sconveniente per il player.
Ecco che si alza un grande dibattito sulla necessità di creare una vera e propria categoria di Professional Poker Player con una professione riconosciuta al 100% che gli permetta di pagare le giuste tasse da una parte senza però incorrere in sistemi troppo penalizzandi dall’altra.
Il dibattito è aperto e invitiamo tutti sul FORUM PIW a dire la propria, esperti e semplici giocatori. Giusto creare una professione riconosciuta al 100% di Professional Poker Player in Italia?
Scritto da PIW Staff
Sono uno dei fondatori di PIW, Poker Italia Web e seguo il mondo del poker live e online da oltre 10 anni. Oltre al poker sono un grande appassionato di sport e di pittura.