A cosa servono le giocate creative in un poker come quello moderno che si avvicina sempre maggiormente matematico e modellizzato? Quando aiutano il giocatore al tavolo, e quando invece lo aiutano su altri fronti?
Il poker moderno come tutti lo conosciamo è ormai universalmente riconosciuto come Skill Game da chiunque lo abbia giocato e studiato almeno un po’. Anche la sua variante più diffusa durante gli ultimi anni, il No Limit Texas Hold’em (NL THE), definito la Cadillac del poker grazie alle ampie possibilità di manovra, è pensato e goduto dagli appassionati come un gioco nel quale la matematica la fa da padrona. Tutto perfetto e calzante, finché si parla del poker giocato, ma gli occhi di uno spettatore cosa vedono in questo gioco, o sport, che dir si voglia?
Lo abbiamo detto e ridetto, il profano nota i bluff, le grandi giocate fatte su basi psicologiche e tendenzialmente tende ad ignorare tutte quelle scelte che ai tavoli vengono prese sulla base di differenziali minuscoli di Valore Atteso, che sono poi le scelte che portano i veri guadagni nel poker e nel lungo periodo.
Il NLTHE però è anche slancio estetico, è fatto anche di gesto puntuale e deciso che ha come unico scopo trovare riparo nel piatto che stiamo giocando hic et nunc (qui ed ora). Quelle sono le mani che probabilmente potremmo ricordare tra molti anni e ricorderemo i protagonisti come fantasisti del poker. In questi casi la battaglia si sposta dalle carte ai piani alti dello scontro psicologico, il poker è la tela e le puntate, gli sguardi, i tell, sono le pennellate dell’artista che sta dipingendo la sua opera.
Nel poker online è più semplice abbattere la Varianza
Serve avere queste giocate nel proprio bagaglio tecnico? Parecchi giocatori non fanno mai niente di simile, magari potrebbero e non vogliono o forse non possono e vorrebbero, ma in ogni caso sono vincenti e tanto basta. Quindi che farsene delle pennellate di genio? Che farsene dell’estetica quando basta la giocata matematica per essere vincenti?
Se analizziamo il poker live, in tutte le sue contraddizioni ormai ben note (spese morte, varianza impossibile da abbattere, ecc…) possiamo avvicinarci all’idea che il poker player live abbia bisogno di qualcosa di più di un gioco mediamente vincente. Facciamo qualche esempio.
Un grinder online mediamente può giocare anche qualche centinaia di tornei MTT senza riportare un guadagno. Le leggi non scritte della varianza ci dicono tuttavia che prima o poi la sua abilità nel torneo lo ripagherà e otterrà un piazzamento che gli permetterà di tornare ampiamente in attivo. Stiamo parlando di numeri che però sono possibili solamente per quanto riguarda l’ambito online. Se parliamo invece di live avremo ovviamente molte più difficoltà.

I primo luogo molto difficilmente riusciremmo a permetterci di giocare “qualche centinaio di tornei” senza riportare un guadagno, sia per ragioni ovvie di denaro, sia per quanto riguarda il tempo molto più dilatato nel poker live. Ecco che, seppur marginalmente e assolutamente senza aver modo di chiudere la questione, l’estetica del poker viene però a galla. È chiaro che il giocatore estroso sarà molto più facilmente notato dalle room e, anche in mancanza di risultati, la sua personalità e il suo eclettismo al tavolo richiameranno l’attenzione del pubblico in via maggiore di quanto non potrebbe fare altrimenti.
Ecco così che anche una skill che per certi versi potremmo spingerci a definire marginale viene ad essere monetizzata. Magari non proprio ai tavoli, ma anche una sponsorizzazione non fa mai male, visto che in fondo è l’unico modo per molti di sopravvivere ai costi enormi del poker dal vivo!
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi