In questi ultimi mesi il poker live italiano ha vissuto grandi cambiamenti. L’evoluzione del gioco e le leggi di mercato hanno portato diversi sconvolgimenti sia nella gestione delle poker room che nelle strutture dei poker team.
In questi ultimi mesi il poker live italiano ha vissuto grandi cambiamenti. L’evoluzione del gioco e le leggi di mercato hanno portato diversi sconvolgimenti sia nella gestione delle poker room che nelle strutture dei poker team.
In questi ultimi mesi il poker live italiano ha vissuto grandi cambiamenti. L’evoluzione del gioco e le leggi di mercato hanno portato diversi sconvolgimenti sia nella gestione delle poker room che nelle strutture dei poker team.
Sono stati infatti tantissimi i passaggi di giocatori tra i vari team, avvenuti sia per scelte economiche che d’immagine. Ma ha ancora un senso per le poker room avere un team pro live? E che impatto può avere per una room online l’acquisizione di un professionista che per anni ha portato la bandiera di una sala concorrente?
Negli anni passati c’è stata la corsa per accaparrarsi i migliori giocatori italiani presenti sul mercato. Diversi i team pro nati con l’intento di spingere attraverso il live, con i grossi nomi, i propri interessi online, ovviamente perchè le poker rooms online guadagnano sui giocatori che giocano sul poker online e non certo dal vivo.
Riccardo Lacchinelli del Team Pro Snai Poker
Il poker live di per sè ha rappresentato spesso soltanto un costo per una room che cerca di sfruttare unicamente il richiamo del giocatore. In questo senso molti nel 2011 hanno deciso di non applicare più la stessa politica adottata negli anni scorsi, abbandonando definitivamente l’idea di creare un team senza badare a spese.
La politica gestionale del team pro è così cambiata e dopo le grandi spese adesso si cerca di ridurre i costi e sopratutto di pagare il giocatore sponsorizzato senza infierire sul budget della room. Oggi molti dei professionisti vengono gratificati con una forte rake sul giocato online contribuendo personalmente, producendo rake, al proprio stipendio.

Alcuni giocatori sponsorizzati durante un torneo
Questo ha portato, ovviamente, ad una trasformazione della struttura stessa dei team che sono stati indirizzati verso scelte derivanti prettamente dall’online, più un player gioca in una poker room, più ha la possibilità di entrare a far parte di un poker team, e quindi giocare anche tanti tornei live.
Il nuovo sistema però non sempre trova in sintonia i giocatori, soprattutto i poker pro nati dal live, che spesso hanno preferito interrompere i rapporti con le poker room. Le nuove condizioni contrattuali non rappresentano più le aspettative di questi giocatori che preferiscono rivolgersi ad altri o proseguire senza nessun aiuto la propria carriera.

Il team Sisal Poker con i nuovi innesti
Diversi i campioni che hanno optato su questa scelta, a cominciare per esempio da Maurizio Bacci e Francesco Nguyen, da Giuseppe Festa a Stefano Foschini e così via. Sono davvero tanti i pro che hanno cambiato casacca o che si sono “svincolati” in cerca di migliori soluzioni.
La verità è che tutto il movimento del poker, dopo una prima fase di slancio ed entusiasmo sta ora scoprendo il momento per cui le spese vanno razionalizzate e ponderate, nella costruzione dei team così come in tutte le altre spese collaterali alla gestione di un movimento che sì cresce, ma contestualmente spende sempre di più per mantenersi.

Francesco Nguyen
Inoltre in un mercato altamente competitivo come quello del poker spesso si tende ad identificare una poker room col giocatore che la rappresenta dal vivo. Per questo, una volta interrotto il rapporto, diventa davvero difficile ricreare un’immagine con un nuovo marchio.
Qual è il tuo pensiero in merito, cosa pensi dei nuovi team? Pensi sia remunerativo investire su giocatori che per tanto tempo hanno portato la bandiera per altre poker rooms? Vieni a dire la tua sul Forum di PokerItaliaWeb, ti aspettano più di 12.000 utenti pronti a confrontasi con le tue idee.
:bannersnai200:
Scritto da Giuseppe “Pidduv” Messineo