Continua oggi con la seconda parte il resoconto di un anno di poker. Sicuramente il 2011 e’ stato un anno molto importante per il poker online italiano, con la partenza nel mese di Luglio della tanto attesa variante poker cash online.
Continua oggi con la seconda parte il resoconto di un anno di poker. Sicuramente il 2011 e’ stato un anno molto importante per il poker online italiano, con la partenza nel mese di Luglio della tanto attesa variante poker cash online.
Continua oggi con la seconda parte il resoconto di un anno di poker. Sicuramente il 2011 e’ stato un anno molto importante per il poker online italiano, con la partenza nel mese di Luglio della tanto attesa variante poker cash online.
Il 2011 è stato uno degli anni più burrascosi per il poker. Forse stenterete a crederci, sembra sia passato tantissimo tempo, ma a gennaio 2011 c’era ancora Full Tilt Poker e Tom Dwan sfidava regolarmente i grandi degli High Stake Online. Roba dell’altro mondo? No, semplicemente pre Black Friday, i tempi in cui gli statunitensi si potevano collegare alle poker room più importanti del mondo e dare spettacolo per la gioia di tutti noi appassionati.
Poi il poker. in particolar modo quello online, si è inceppato. Prima i problemi americani, con il blocco repentino del gioco e il congelamento dei fondi dei giocatori, poi la bratta vicenda che ha visto coinvolta la Red Room e i suoi magheggi economici che, lentamente quanto inesorabilmente, hanno fatto capolino su giornali e blogosfera.
Dunque il 2011 è un anno particolare per il poker, quello che credo sarà ricordato come un crocevia, un nuovo punto di partenza per un settore che si è reso conto di quanto la popolarità e l’attenzione generalizzata da parte di media e autorità possano portare a brutte sorprese. Il mercato del poker ha dovuto leccarsi le ferite tutto l’anno per ritrovare un assetto senza contare sul vasto bacino d’utenza degli USA.
Il Mercato Nazionale è così sembrato la soluzione ottimale e molte nazioni hanno seguito le orme di Italia e Francia nella costituzione di un impianto normativo, nonché di un vero e proprio habitat di gioco, per giocatori e imprenditori. Da ricordare il tentativo della Danimarca, che ha lasciato le proprie frontiere aperte ai giocatori stranieri nonostante la creazione di un mercato nazionale.
E per l’Italia? Anche per noi ci saranno molte cose da ricordare fuori dal tavolo. Il problema tasse, lo spauracchio che ha tenuto impegnate le menti dei giocatori per lungo tempo e, in parte, ancora. Sarà ricordato come l’anno del lancio ufficiale del poker cash punto it e dell’innalzamento del buy-in a 250€ per quanto riguarda l’online.
Purtroppo ancora non abbiamo avuto il piacere di poter ricordare anche del lancio del poker live legalizzato, ma per quello c’è tempo, in fondo in qualcosa dovremo pur aver fiducia nel 2012. No?