Il poker entra in politica: il sogno di Max Katz

Il suo sogno era rendersi utile per tutta la comunità, la sua passione il poker online. Due ambiti apparentemente inconciliabili che in Max Katz trovano invece un perfetto connubio suggellato con l'elezione al consiglio comunale. Ecco la storia del politico pokerista.

Il suo sogno era rendersi utile per tutta la comunità, la sua passione il poker online. Due ambiti apparentemente inconciliabili che in Max Katz trovano invece un perfetto connubio suggellato con l'elezione al consiglio comunale. Ecco la storia del politico pokerista.

«Mi chiamo Max Katz. Ho 27 anni. Le elezioni per il consiglio comunale di Shchukino si svolgeranno il 4 marzo 2012. L’attuale consiglio è completamente inutile. Non ha nessun potere.» È con queste poche quanto perentorie parole che Max Katz decide di presentarsi ai suoi elettori ventiquattro ore prima delle votazioni per le amministrative del distretto Shchukino di Mosca. Max è un ragazzo come tanti altri in Russia, forse più deciso circa le proprie ambizioni rispetto a molti suoi coetanei, ma sicuramente diverso dalla maggior parte dei politici che da anni si insinuano nelle posizioni di potere della nazione.
 

Tra petrolieri, impresari o rampolli di famiglie bene, Katz sembra uscito da un altro pianeta; lui ha messo da parte tutti i soldi necessari per la campagna elettorale grazie al poker online e al bakering, ovvero comprando le quote giuste ai giocatori giusti. Max infatti oltre ai risultati al tavolo verde conseguiti in proprio, può vantare un palmares invidiabile di quote acquistate e azzeccate. Una per tutte: Pius Heinz, vincitore del Main Event WSOP 201, di cui Max deteneva il 40%. Sul Well di Katz ospitato dal forum americano TwoPlusTwo si è calcolato che il guadagno netto ottenuto dal russo unicamente mediante staking ammonta a quasi 8 milioni di dollari.
 

Poker e politica, un binomio che tante volte è stato fonte di infinite ed estenuanti polemiche e che in Max Katz trovano un connubio pacifico e, soprattutto, all’insegna di un’onestà che si vuole affermare come primo messaggio e marchio di fabbrica della sua politica: «Tutti mi dicevano — dichiara Max — che dovevo fare le stesse promesse che stavano facendo gli altri politici, che dovevo giurare di punire i politici corrotti e di ridurre le spese di gas e acqua, ecc. Ma io ho scelto di essere onesto.»
 

Sono le 9:00 del mattino quando il profilo Twitter di Katz (@max_katz) trasmette un tweet preciso e chiaro: «Sono sicuro al 90 per cento di avercela fatta». È stremato dopo una notte passata in bianco ai seggi attendendo che gli scrutinatori potessero dare qualche stima dell’esito del voto. Una notte passata tra picchi di gioia e tonfi di dolore quando nel cuore della notte è arrivata la comunicazione della quasi certa rielezione di Vladimir Putin a capo della Repubblica.
 

Tuttavia la gioia prevale su tutto. «È l’inizio di qualcosa di nuovo, partire dalle basi in su» dichiara Katz, il nuovo politico autofinanziatosi grazie al poker. «A essere sincero, volevo diventare sindaco di una piccola città della Russia verso i 35 anni, per testare i miei piani di sviluppo urbano» ma è andata diversamente. Ora il fiuto e l’intelligenza che Max ha più volte dimostrato al tavolo e nella scelta delle quote da acquistare sono al servizio della pubblica amministrazione e speriamo che anche qui, come nel poker, Max sappia trovare la formula giusta per una vittoria questa volta collettiva.

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