L’insostenibile leggerezza del clero e della politica

Siamo un popolo di gambler ed è inutile negarlo. Il comparto giochi, dati alla mano, occupa oramai una delle principali entrate erariali per lo stato italiano. Andrebbe però fatta molta più chiarezza sulle tantissime tipologie di giochi.

Siamo un popolo di gambler ed è inutile negarlo. Il comparto giochi, dati alla mano, occupa oramai una delle principali entrate erariali per lo stato italiano. Andrebbe però fatta molta più chiarezza sulle tantissime tipologie di giochi.


Solo che ultimamente si è finiti per sparare nel mucchio, complice un perbenismo e una retorica di falsa moralità che vende molto bene presso il pubblico medio di radio, televisioni e giornali italiani. Clero, politici, opinionisti, tutti schierati compatti a gettare la croce su una generica ludopatia latente del giocatore italiano, senza però analizzare nel dettaglio e fare adeguate distinzioni.

I miei informatori mi riferiscono che anche le giovani marmotte e il circolo delle casalinghe di Voghera sta preparando un testo unico con il quale condannare tutte le tipologie di gioco e tutti coloro che non si lavano i denti dopo mangiato. Già che ci siamo è meglio prevenire su più fronti… Riporto testualmente due dichiarazioni recenti, Walter Veltroni, esponente politico: “Servono norme quali il divieto di pubblicità ingannevole, che di fatto significa un presidio generale contro la promozione commerciale del gioco d'azzardo”.

E Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova: “La falsità sistematica di certa pubblicità è delittuosa. Uccide il modo corretto di pensare e agire. È un attentato alla società”.
Ragazzi, ma di cosa stiamo parlando? Pubblicità ingannevole? Ma stiamo scherzando? La pubblicità è ingannevole di natura! E’ il concetto primario di pubblicità, si promuove il prodotto da vendere esaltandone le qualità in maniera esagerata per colpire l’immaginario del fruitore finale.

Ma c’è veramente gente convinta che bevendo una determinata bevanda ti crescano le ali? Qualcuno è convinto di conquistare il mondo con gli stracchini volanti di nonno Nanni? Siete certi che le patatine a cui fa riferimento Rocco Siffredi siano quelle derivate dal tubero? Io prenderei questi signori e dopo avergli fatto bere una cassa di Red Bull, li porterei in cima al Pirellone di Milano e fingendo di buttarli giù gli urlerei: “adesso voglio proprio vedere se ti crescono queste cazzo di ali! Ma stai tranquillo che se così non fosse e ti spiaccichi a terra come un moscerino sul parabrezza di un auto, consideriamo la pubblicità ingannevole e la facciamo togliere dal mercato!

Sarete due pionieri della pubblicità ingannevole. Verrete ricordati ad imperitura memoria per essere stati i primi ad aver toccato con mano la sconcertante falsità degli spot pubblicitari. E’ un po’ come la storia del tabagismo: fumare fa male, ma lo stato è l’unico che ti può vendere le sigarette e si lava la coscienza scrivendo cazzate del tipo “il fumo Walter Veltronifa male” sui pacchetti di sigarette e con campagne antifumo del ministero della salute.

No ragazzi, proprio non ci siamo. Non è ne con il proibizionismo ne con la repressione che si possono tutelare i minori. L’educazione, il senso civico, il rispetto del lavoro e del denaro devono partire dalla famiglia, non diamo sempre colpa alla società e non aspettiamo che sia la società a fare il nostro lavoro. Ogni tanto prendiamoci le nostre cazzo di responsabilità. Al mondo ci sono e ci devono essere più doveri che diritti. Mio padre, classe 1928, una delle persone al mondo che più mi hanno insegnato nella vita, era una persona di poche parole, ma se il quindicenne che era in me fosse tornato a casa dicendo che aveva dilapidato la paghetta mensile in slot e gratta e vinci, son sicuro che sarebbe diventato molto loquace e due roncolate sul muso, a suggello della giornata, me le avrebbe date ben volentieri. La storia, da sempre grande maestra di vita, ci insegna che regimi dittatoriali di repressione e proibizionismo provocano solo la nascita di comparti illegali che ancor di più sfuggono al controllo dello stato.

Non è reprimendo le pubblicità o proibendo alcuni giochi che tuteli i minori o le categorie considerate più deboli. Se alla base non c’è una sana educazione familiare i problemi non si risolveranno mai. Quella che serve è un’adeguata e specifica regolamentazione dei giochi, che varia di tipologia in tipologia, non si può apparire in convegni e televisioni per fare la solita sparata moralista da due soldi solo per strappare voti ed applausi. Serve uno staff tecnico e competente che analizzi senza pregiudizi i vari giochi proposti, traendone poi le debite conclusioni. La piaga sociale è divenuta il gaming, non la corruzione dilagante in molti organi dello stato. La spesa pubblica è alle stelle, gli stipendi dei nostri parlamentari sono i più alti in Europa, ma alla commissione Giustizia e Finanza vengono presentati ben quattro disegni di legge sul gioco.

I nostri legiferatori parlano di poker come di una piaga sociale rovina famiglie, ma è mai stato chiesto ad una equipe di addetti ai lavori di presentare una relazione specifica sul comparto poker? Mi pare proprio di no, meglio sparare nel mucchio per tenersi ben saldi voti e poltrona; d’altronde il potere logora chi non ce l’ha…

Marco Zanini

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